Una fabbrica di fuochi d’artificio destinata alla demolizione, tre amici divisi dal tempo e un paesaggio che non somiglia più ai ricordi d’infanzia. A New Dawn, primo lungometraggio di Yoshitoshi Shinomiya, arriverà nei cinema italiani dal 23 al 29 luglio con Animagine, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment per portare in sala anime del presente e del passato.
Il film, presentato alla 76ª Berlinale e premiato dalla giuria nella sezione Contrechamp del festival di Annecy, segna il debutto alla regia cinematografica di Shinomiya, già noto anche per il lavoro sui suggestivi flashback di Your Name.. La nuova opera parte da un’immagine reale e molto precisa: una distesa di pannelli solari scambiata da un bambino per il mare, tanto intensa era la luce riflessa sulla pianura. Da questa illusione nasce una riflessione sul volto contemporaneo del Giappone, sospeso tra ricostruzione, sviluppo economico e perdita progressiva dei paesaggi naturali.
Una storia di formazione tra progresso e memoria
A New Dawn affronta temi come la cementificazione, la gentrificazione e la scomparsa delle tradizioni locali attraverso una vicenda intima, costruita intorno a Kaoru, Keitaro e Sentaro. I tre sono cresciuti intorno alla storica fabbrica di fuochi d’artificio di Niura, piccola cittadina costiera giapponese, finché la chiusura della manifattura e la sparizione del padre di Keitaro e Sentaro hanno spezzato l’equilibrio della loro infanzia.
La storia riprende quattro anni dopo. Kaoru, ormai trasferita a Tokyo, torna nella città natale per lavorare a un evento destinato a sostituire il vecchio festival pirotecnico. Il ritorno, però, non ha nulla di nostalgico o consolatorio: al posto della foresta c’è una distesa di pannelli solari, la baia si sta prosciugando e la fabbrica che ha segnato la vita dei protagonisti è sotto sfratto, pronta a essere abbattuta il giorno successivo. In questo spazio ormai quasi irriconoscibile, Kaoru ritrova Keitaro e Sentaro, ma anche il peso di ciò che il tempo ha lasciato irrisolto.
Lo Shuhari e l’ultimo gesto prima della cancellazione
Il centro emotivo del racconto è lo Shuhari, il fuoco d’artificio che rappresenta l’armonia dell’universo. Keitaro vuole portarlo a compimento al posto del padre scomparso, mentre Kaoru e Sentaro vengono coinvolti in un piano quasi impossibile: completare e lanciare l’ultimo spettacolo pirotecnico prima che la fabbrica venga cancellata per sempre. Non si tratta soltanto di salvare un edificio, ma di trattenere per una notte un legame con la memoria della città, con il lavoro artigianale e con un paesaggio che il progresso ha già iniziato a riscrivere.
La forza visiva del film nasce anche da una lavorazione che fonde animazione 2D disegnata a mano, stop motion, clay animation, acquerelli e tecniche analogiche. Shinomiya costruisce così immagini dal forte impatto pittorico, nelle quali ogni fotogramma sembra cercare un equilibrio tra materia, luce e ricordo. In questo senso, A New Dawn si inserisce bene nel percorso di Animagine, che negli ultimi mesi ha portato nelle sale italiane opere molto diverse tra loro, accomunate dall’idea di restituire al cinema d’animazione giapponese uno spazio forte sul grande schermo.
L’uscita evento dal 23 al 29 luglio offre quindi al pubblico italiano l’occasione di scoprire un lungometraggio che usa la storia di tre ragazzi per parlare di trasformazioni più grandi: il rapporto tra comunità e territorio, la fragilità delle tradizioni, il costo umano di un paesaggio che cambia senza chiedere permesso. A New Dawn guarda alla fine di un mondo piccolo, ma lo fa attraverso la luce di un fuoco d’artificio: qualcosa che dura un istante, e proprio per questo resta impresso.















