Un grave fatto di cronaca ha colpito nella serata del 26 marzo il Pokémon Center Mega Tokyo, uno dei negozi più noti del marchio in Giappone, situato nel complesso commerciale Sunshine City di Ikebukuro. Secondo quanto riportato dalle autorità e dai media giapponesi, una dipendente part-time di 21 anni, Moe Harukawa, è stata accoltellata all’interno del punto vendita ed è poi deceduta in ospedale. L’uomo ritenuto responsabile, il 26enne Taiki Hirokawa, si è ferito a sua volta mortalmente dopo l’aggressione. La polizia metropolitana di Tokyo sta trattando il caso come un omicidio.
L’episodio ha scosso un’area molto frequentata da famiglie, turisti e bambini, anche per la presenza del vicino Pikachu Sweets e per la centralità del negozio nel circuito commerciale e promozionale di The Pokémon Company. Nelle ore successive all’accaduto, la società ha disposto la chiusura temporanea sia del Pokémon Center Mega Tokyo sia del locale adiacente, spiegando di voler dare priorità alla collaborazione con le indagini e alla tutela fisica e psicologica del personale.
Le prime ricostruzioni dell’accaduto
Le informazioni diffuse finora indicano che l’aggressore sarebbe entrato da solo nel negozio, avrebbe raggiunto l’area dietro il bancone dove si trovava la giovane e l’avrebbe colpita. In seguito si sarebbe inflitto ferite letali. L’attacco è avvenuto intorno alle 19:16 locali del 26 marzo, in un momento di forte affluenza nello shopping complex di Sunshine City. Alcuni resoconti dei media giapponesi parlano di scene di panico tra i presenti, con clienti e passanti in fuga dall’area.
Secondo quanto emerso, l’uomo e la vittima avevano avuto una relazione in passato. La polizia avrebbe inoltre rinvenuto un coltello all’interno del veicolo noleggiato dall’aggressore per raggiungere la zona. Sono dettagli che contribuiscono a delineare una vicenda purtroppo maturata in un contesto personale già noto alle autorità, e che per questo sta suscitando anche interrogativi sulla protezione delle vittime di stalking.
Il precedente delle denunce e la chiusura del negozio
Uno degli aspetti più drammatici della vicenda riguarda infatti il fatto che la giovane si fosse già rivolta alla polizia nei mesi scorsi. Stando alle ricostruzioni riportate dai media, nel dicembre 2025 aveva segnalato comportamenti persecutori da parte dell’ex compagno. L’uomo era stato poi arrestato con l’accusa di violazione della normativa anti-stalking e, successivamente, anche per voyeurismo, mentre nei suoi confronti era stato disposto un ordine restrittivo prima del rilascio avvenuto a gennaio.
Sul piano operativo, il Pokémon Center Mega Tokyo ha comunicato che il negozio resterà chiuso fino a nuovo avviso, con conseguente cancellazione degli eventi previsti. Un ulteriore avviso pubblicato il 27 marzo ha confermato che anche Pikachu Sweets rimarrà chiuso a tempo indeterminato, indicando come priorità la sicurezza dei clienti e il supporto allo staff coinvolto. È una sospensione che, al di là dell’impatto commerciale, restituisce la misura del trauma subito da uno dei luoghi simbolo del marchio a Tokyo.
Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.













