Akihiro Miwa, cantante, attore, scrittore e doppiatore giapponese, è morto il 20 giugno all’età di 91 anni. La notizia è stata diffusa dal suo sito ufficiale, che ha indicato come causa del decesso l’età avanzata. Secondo quanto comunicato dall’agenzia, nell’ultimo anno Miwa aveva progressivamente ridotto i propri impegni professionali e, negli ultimi tre mesi, le sue condizioni di salute erano peggiorate.
La nota diffusa dalla famiglia e dai rappresentanti dell’artista racconta un commiato riservato e sereno: Miwa avrebbe espresso gratitudine con un ultimo “grazie” prima di chiudere gli occhi. I funerali si sono svolti in forma privata, alla presenza dei soli parenti più stretti, con rose gialle, i suoi fiori preferiti.
Una voce entrata nella memoria dello Studio Ghibli
Per il pubblico internazionale dell’animazione, Akihiro Miwa resta legato soprattutto a due ruoli fondamentali nel cinema di Hayao Miyazaki. In Principessa Mononoke ha dato voce a Moro, la grande divinità lupo che protegge la foresta e cresce San come una figlia. La sua interpretazione, solenne e tagliente, ha contribuito a rendere il personaggio una delle presenze più memorabili del film.
Nel 2004 Miwa è poi tornato nell’immaginario dello Studio Ghibli con Il castello errante di Howl, dove ha interpretato la Strega delle Lande, figura ambigua e grottesca destinata a cambiare profondamente nel corso della storia. La sua voce, capace di alternare autorità, ironia e fragilità, ha dato al personaggio una fisicità immediatamente riconoscibile, confermando la sua capacità di attraversare registri molto diversi.
Miwa ha prestato la voce anche ad Arceus in Pokémon: Arceus e il gioiello della vita, a Froy in Harmagedon e alla Regina della Notte in L’uccellino azzurro, portando nell’animazione una presenza scenica maturata in decenni di teatro, musica e cinema.
Da Nagasaki alla scena giapponese del dopoguerra
Nato a Nagasaki nel 1935 con il nome di Akihiro Maruyama, Miwa si trovava in città anche nel 1945, al momento del bombardamento atomico. Dopo la scuola media si trasferì a Tokyo e iniziò giovanissimo la carriera di cantante professionista, esibendosi già a 16 anni. Il suo repertorio attraversava chanson, tango, musica latina, jazz e brani classici, con una libertà interpretativa che lo avrebbe reso una figura unica nel panorama giapponese del dopoguerra.
Il successo arrivò nel 1957 con “Meke Meke”, ma il suo nome resta legato in modo particolare anche a “Yoitomake no Uta”, brano da lui scritto e interpretato, poi ripreso più volte da altri artisti. Miwa fu inoltre autore di numerosi libri, presenza televisiva e cinematografica, interprete teatrale e figura capace di sfidare apertamente le convenzioni del proprio tempo. Le sue apparizioni pubbliche, spesso caratterizzate dai capelli gialli e da un’immagine scenica fuori dagli schemi, ne fecero un simbolo di libertà personale oltre che un artista popolare.
Nel corso della carriera lavorò anche nel cinema dal vivo, apparendo tra l’altro in Takeshis’ di Takeshi Kitano, e fu celebre la sua partecipazione a Black Lizard, adattamento teatrale dall’opera di Ranpo Edogawa firmato da Yukio Mishima. Nel 2018 venne nominato cittadino onorario di Tokyo per una vita artistica capace di superare i confini di genere e per il contributo dato a teatro, cinema, televisione, conferenze e scrittura.
La scomparsa di Akihiro Miwa chiude una delle traiettorie più singolari della cultura giapponese contemporanea. Cantante, attore, autore e voce indimenticabile dell’animazione, Miwa ha attraversato il dopoguerra giapponese trasformando la propria identità artistica in una forma di presenza culturale: libera, riconoscibile e difficilmente imitabile.
Fonti consultate: Anime News Network.














