Una prova di sopravvivenza dentro uno dei parchi a tema più scenografici del Giappone. Huis Ten Bosch, resort della prefettura di Nagasaki costruito attorno a un immaginario europeo, inaugurerà il 27 agosto 2026 Alice in Borderland: immersive death game, nuova attrazione permanente al coperto ispirata alla serie Netflix tratta dal manga di Haro Asō. Il progetto porterà i visitatori dentro una sfida ad alta tensione, costruita attorno a regole spietate, tempo limitato e alla sensazione di trovarsi intrappolati in uno dei giochi mortali dell’opera.
L’attrazione nasce dal successo internazionale di Alice in Borderland, franchise che dalla serializzazione manga è arrivato a una forte riconoscibilità globale grazie all’adattamento live action. La terza stagione della serie Netflix era già tornata al centro dell’attenzione con il trailer e il visual di Alice in Borderland, confermando la vitalità di un titolo che continua a espandersi oltre il formato originale. A Huis Ten Bosch, questa popolarità diventa ora esperienza fisica, con una formula pensata per trasformare il pubblico da spettatore a partecipante.
Una sfida di cuori tra collari esplosivi e tensione psicologica
Il cuore di Alice in Borderland: immersive death game sarà una prova di sopravvivenza in cui tutti i partecipanti indosseranno un collare esplosivo, elemento immediatamente riconoscibile per chi conosce la serie. La sfida appartiene alla categoria dei cuori, quella più legata a tradimento, manipolazione psicologica e pressione emotiva. Non si tratterà quindi soltanto di superare ostacoli fisici o risolvere enigmi, ma di affrontare una situazione in cui fiducia, sospetto e paura possono diventare parte integrante dell’esperienza.
La durata effettiva dell’attrazione sarà di circa 30 minuti, mentre il tempo complessivo, includendo spiegazione preliminare e distribuzione dei collari, arriverà a circa 45 minuti. La partecipazione sarà riservata a un pubblico dai 15 anni in su, con esclusione degli studenti delle scuole medie. L’accesso avverrà tramite biglietti numerati gratuiti distribuiti in giornata oppure attraverso Express Pass in numero limitato, con ulteriori dettagli che saranno comunicati in seguito dal parco attraverso il sito dedicato.
Dal manga di Haro Asō alla nuova vita nei parchi a tema
Il manga originale Alice in Borderland è stato pubblicato da Shōgakukan tra il 2010 e il 2016, con una storia centrata su Ryōhei Arisu e sui giochi mortali di una Tokyo deserta e deformata in territorio di sopravvivenza. L’opera si è conclusa in 18 volumi, mentre il seguito Alice in Borderland Retry ha ampliato successivamente il percorso del franchise. In Italia, il manga è pubblicato da J-Pop Manga, elemento che ha contribuito a renderlo riconoscibile anche per il pubblico locale appassionato di survival suspense giapponese.
La serie Netflix ha poi portato Alice in Borderland a una platea molto più ampia, trasformando i giochi ideati da Haro Asō in immagini dal forte impatto internazionale. La prima stagione è arrivata nel 2020, seguita dalla seconda nel 2022 e dalla terza nel 2025, consolidando una formula capace di unire thriller, azione e riflessione sul limite tra vita e morte. L’attrazione di Huis Ten Bosch sfrutta proprio questa identità, scegliendo di non ricreare semplicemente una scenografia, ma di mettere i visitatori davanti a una prova costruita sulla stessa tensione morale e psicologica dell’opera.
Per Huis Ten Bosch, l’arrivo di Alice in Borderland: immersive death game si inserisce in una strategia di crescita fondata su attrazioni sempre più riconoscibili e ad alto impatto. Il parco ha già puntato su esperienze immersive e proprietà intellettuali molto forti, mentre in Giappone il rapporto tra anime, manga e parchi a tema continua a produrre installazioni spettacolari, come dimostrano anche iniziative legate a Evangelion Kyoto Base. In questo caso, però, la componente adulta e inquieta di Alice in Borderland aggiunge un tono diverso all’offerta del resort: non una semplice celebrazione del franchise, ma una discesa controllata dentro il panico, la scelta e il sospetto.
Fonti consultate: PR Times.














