Banana Fish si prepara a tornare in streaming. Netflix aggiungerà dal 12 agosto 2026 la serie animata tratta dal manga di Akimi Yoshida al proprio catalogo in alcuni territori, non ancora specificati nel dettaglio. L’anime era stato precedentemente disponibile su Amazon Prime Video con sottotitoli, ma ha lasciato di recente il servizio, aprendo così la strada al suo approdo sulla piattaforma dalla grande N rossa.
Prodotta da MAPPA e trasmessa originariamente in Giappone nel 2018 all’interno del contenitore Noitamina di Fuji TV, la serie si compone di 24 episodi e adatta l’intera storia del manga. L’ambientazione è stata però aggiornata rispetto all’opera originale: la New York degli anni Ottanta lascia spazio a una versione contemporanea della metropoli, mantenendo intatti il clima criminale, le tensioni politiche e il rapporto centrale tra Ash Lynx ed Eiji Okumura.
Una New York dominata da violenza e segreti
Ash è un giovane a capo di una banda di strada, cresciuto sotto il controllo del boss corso Dino Golzine e trasformato fin dall’infanzia in uno strumento al servizio della criminalità organizzata. Il suo tentativo di sottrarsi a quel mondo si intreccia con l’enigma di “Banana Fish”, espressione pronunciata dal fratello maggiore Griffin dopo essere tornato traumatizzato dalla guerra del Vietnam. Dietro quelle due parole si nasconde un segreto capace di coinvolgere mafia, politica ed esperimenti clandestini.
L’arrivo a New York del fotografo giapponese Eiji Okumura trascina entrambi in una spirale di scontri, tradimenti e fughe. Il loro legame diventa il cuore emotivo di una vicenda particolarmente dura, nella quale la violenza non è mai soltanto decorativa e ogni tentativo di conquistare la libertà presenta un costo. Banana Fish alterna così thriller criminale, azione e dramma personale, costruendo attorno ai due protagonisti un rapporto che ha contribuito in modo decisivo alla fortuna duratura dell’opera.
L’adattamento completo firmato MAPPA
La regia è stata affidata a Hiroko Utsumi, già conosciuta per Free! – Iwatobi Swim Club e in seguito autrice di produzioni come Sk8 the Infinity e Bucchigiri?!. Hiroshi Seko ha curato la composizione della serie, mentre Akemi Hayashi si è occupata del character design e Shinichi Osawa delle musiche. Il lavoro dello studio ha conservato la tensione del manga, aggiornandone tecnologia, abbigliamento e contesto urbano senza alleggerire i passaggi più dolorosi della storia.
Il manga di Akimi Yoshida fu pubblicato da Shōgakukan tra il 1985 e il 1994 e rimane una delle opere più note dell’autrice, capace di superare le consuete classificazioni editoriali grazie alla fusione tra racconto di formazione e noir metropolitano. Banana Fish continua a essere ricordato tra i manga più apprezzati dal pubblico giapponese, e il passaggio su Netflix offrirà alla serie animata una nuova vetrina dopo la conclusione della precedente disponibilità su Prime Video.
Fonti consultate: Anime News Network.













