Con Before Exit: Gas Station – Daylight, Take IT Studio! torna nella stazione di servizio più inquieta del suo universo e lo fa scegliendo un taglio diverso rispetto al gioco base. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, il contenuto aggiuntivo ribalta infatti il punto di vista dell’esperienza originale e mette il giocatore nei panni della moglie dell’impiegato scomparso, chiamata a ricostruire quanto accaduto in un luogo dove il quotidiano continua a incrinarsi sotto il peso del soprannaturale. Questa prova su PlayStation 5 mostra un’espansione che non punta soltanto ad aggiungere contenuti, ma anche a rileggerne il mondo da un’angolazione più narrativa e investigativa.
L’idea più interessante del DLC è proprio il modo in cui il mistero viene riportato alla luce del giorno. Se Before Exit: Gas Station costruiva gran parte della propria identità sul rituale della chiusura serale, sulla tensione del compito da completare e sulla paura che qualcosa fosse andato storto, Daylight sceglie invece di lasciare che i segreti della stazione emergano sotto i raggi del sole. Il risultato non è un alleggerimento dell’atmosfera, ma una sua mutazione: l’angoscia non nasce più soltanto dall’oscurità, bensì dall’idea che persino ciò che dovrebbe essere visibile e comprensibile continui a sfuggire alla logica.
Una nuova indagine scandita da fotografie e dettagli da non perdere
Il cuore del DLC si sviluppa attorno a una nuova modalità di gioco che chiede di documentare ogni evento insolito attraverso la fotografia. Questa scelta dà all’espansione una struttura molto precisa: osservare, riconoscere, registrare. Ogni anomalia immortalata diventa un tassello dell’indagine, mentre ogni dettaglio trascurato rischia di compromettere il percorso. La progressione su sette giorni rafforza ulteriormente questa impostazione, perché introduce una dimensione di pressione costante: basta infatti perdere una traccia importante per vedere l’indagine deragliare e dover ricominciare da capo.
È una formula che si integra bene con il DNA della serie, da sempre legata all’attenzione per i compiti, alla ripetizione quotidiana e al controllo dello spazio. Qui, però, la routine si trasforma in ossessione investigativa. Non si tratta soltanto di sopravvivere a eventi strani o affrontare manifestazioni soprannaturali, ma di capire che cosa esse significhino e in che modo si colleghino alla sparizione del marito. In questo senso, Before Exit: Gas Station – Daylight lavora con intelligenza sul confine tra puzzle, horror e racconto, senza snaturare la matrice dell’opera originale.
Dall’altra parte della storia, dentro un mondo ancora più ambiguo
L’altro elemento che rende questo DLC particolarmente interessante è la possibilità di guardare la vicenda “dall’altra parte”. Assumere il ruolo della moglie dell’impiegato non è un semplice cambio cosmetico, ma un modo per espandere il mondo di Before Exit: Gas Station e dargli una maggiore profondità narrativa. Là dove il gioco base insisteva sul lavoro, sugli incarichi da completare e sulla tensione di un turno da chiudere senza errori, Daylight inserisce una componente più emotiva, quasi intima, legata alla ricerca di una persona cara e al desiderio di dare forma a ciò che è accaduto davvero.
Questo arricchisce retroattivamente anche il titolo principale, che già proponeva una miscela peculiare di roguelike, enigmi logici e walking simulator all’interno di una stazione di servizio isolata, trasformata in luogo di lavoro, trappola e soglia verso qualcosa di incomprensibile. Tra pavimenti da lavare, bagni da pulire, officina da controllare, distributori da ispezionare e clienti fuori orario da gestire, Before Exit: Gas Station costruiva una tensione fondata sul contrasto tra normalità e minaccia. Il DLC riprende quel mondo e gli dà una nuova direzione, più apertamente investigativa e narrativa, mantenendo però intatto il fascino disturbante della sua ambientazione.
Per chi ha apprezzato il gioco base, Before Exit: Gas Station – Daylight rappresenta quindi un’estensione naturale ma tutt’altro che scontata. Non si limita a offrire un altro frammento dello stesso incubo, ma cerca di raccontarlo in modo diverso, mettendo il giocatore davanti non solo a presenze inspiegabili, ma anche al peso dei dettagli, delle omissioni e della memoria. È un contenuto che punta meno sull’effetto sorpresa immediato e più sulla costruzione di un’altra faccia del mistero, rendendo la stazione ancora una volta un luogo da attraversare con cautela, attenzione e una crescente sensazione di disagio.
















