Prima della Tavola Rotonda c’erano già abbastanza demoni, creature mitologiche e streghe da tenere occupati Artù e Lancillotto. Blades & Battles è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch e PC tramite Steam ed Epic Games Store. Sviluppato e pubblicato da Qubyte Interactive, il gioco recupera senza troppe mediazioni il modello dei picchiaduro fantasy a scorrimento laterale, indicando apertamente fra le proprie fonti d’ispirazione Golden Axe, Knights of the Round, The King of Dragons e Rastan Saga.
La campagna racconta una vicenda precedente alla formazione della Tavola Rotonda e affida la difesa di Camelot ai due celebri cavalieri. Morgana le Fay guida eserciti demoniaci e creature corrotte contro il regno, costringendo Artù e Lancillotto ad attraversare otto scenari costruiti come una lunga successione di combattimenti arcade. La recensione di Blades & Battles pubblicata su GonagaiWorld aveva già evidenziato quanto il progetto guardi direttamente alle sale giochi, rinunciando alle sovrastrutture moderne per concentrarsi soprattutto su combo, magie e gruppi di nemici da eliminare.
Artù punta sulla forza, Lancillotto sulla velocità
I due protagonisti offrono stili sufficientemente differenti da cambiare il ritmo degli scontri. Artù è costruito attorno a colpi pesanti, ampi attacchi capaci di controllare più avversari e una maggiore forza d’impatto, mentre Lancillotto privilegia velocità, combo rapide, scatti e sequenze aeree. L’intera campagna può essere affrontata in solitaria oppure in cooperativa locale per due giocatori, recuperando anche in questo caso una delle componenti più riconoscibili dei vecchi beat ’em up da sala giochi.
Gli otto livelli conducono dal castello di Camelot alla foresta di Sherwood, fino al monte Camlann e alla Valle del Non Ritorno. Fra gli avversari compaiono Lot the Brute, Robin & Hood e un Mordred trasformato in demone, mentre lo scontro conclusivo è riservato a Morgana. La struttura rimane volutamente immediata: gruppi di nemici, combo, magie, mosse speciali nascoste e boss di grandi dimensioni, con una curva di apprendimento pensata per risultare accessibile all’inizio ma lasciare spazio a concatenazioni più elaborate per chi vuole approfondire il sistema.
Tre stili grafici per scegliere quanto deve sembrare anni ’90
La presentazione utilizza scenari e modelli tridimensionali osservati lateralmente, ma permette di modificare sensibilmente la resa attraverso tre modalità visive. Clean Mode conserva un’immagine 3D più definita, Pixelated Mode applica un filtro più marcato, mentre Super Pixelated Mode spinge l’estetica verso una rappresentazione volutamente vicina ai 16 bit. La scelta non modifica il sistema di gioco, ma consente di decidere quanto forte debba essere il richiamo visivo all’epoca dalla quale Blades & Battles trae gran parte della propria identità.
Il riferimento a Golden Axe arriva inoltre in un momento particolarmente favorevole per il ritorno del fantasy arcade. La serie animata tratta dal classico Sega ha recentemente debuttato su Paramount+, mentre la Beat ’Em Up Collection di Qubyte Interactive ha riportato sulle piattaforme moderne altri sette rappresentanti del genere. Blades & Battles non cerca però di restaurare un titolo del passato: prova piuttosto a comportarsi come se quella scuola di design non fosse mai scomparsa, sostituendo il gettone con un controller ma lasciando intatto il piacere di avanzare verso destra e vedere cosa arriva dalla parte opposta.














