Tra demoni assetati di giustizia e giganteschi robot pilotati da coraggiosi esseri umani, nel prolifico elenco di opere del geniale Go Nagai, trova spazio anche un’affascinante cacciatrice di taglie interdimensionale: stiamo parlando di Dimension Hunter Fandora (Mujigen Hunter Fandora), personaggio creato dal celebre mangaka (in collaborazione con Koichi Minade), protagonista dell’omonima miniserie distribuita da Nippon Columbia nel 1985 sul mercato home video giapponese (in videocassetta e laserdisc: per l’edizione in formato DVD, i fan giapponesi dovranno attendere sino al 2001).

Primo piano per la bella principessa spaziale: il diadema incastonato nella corona, permette a Fandora di tramutarsi in un’abile guerriera. Character design di Hideki Tamura (OAV #1).
La serie, distribuita in Giappone a partire dal 21 settembre 1985, consta di tre OAV sequenziali realizzati dallo studio di animazione Kaname Production e da Hiro Media, dove trovano spazio (neppure troppo omogeneamente) ambientazioni fantasy, setting spaziali, concitate scene d’azione, rari momenti di humor e alcuni, immancabili, ammiccamenti sexy (ogni inquadratura appare votata al fanservice più sfacciato), probabilmente inseriti dalla Produzione per attrarre un range di pubblico più ampio.
L’esile trama narra le avventure di Fandora, cacciatrice di taglie nelle dimensioni più remote della galassia, in grado di tramutarsi in una sexy (e combattiva) principessa spaziale, grazie al potere della gemma di Lupia posta sulla sua corona. Al suo fianco, l’alieno mutaforma Kue: la (male assortita) coppia dovrà sottrarre una misteriosa pietra azzurra, dalle grinfie del malvagio Yog Sothoth.
Appartenente alla golden age dell’animazione giapponese, Dimension Hunter Fandora, pur non lasciando il segno nella filmografia animata attribuibile a Go Nagai, si distingue per alcuni evocativi paesaggi dalle incantevoli tinte pastello e per l’ottima caratterizzazione artistica della protagonista: il design della principessa combattente è stato curato da Hideki Tamura (OAV #1), Mayumi Watanabe (OAV #2) e Hideko Yamauchi (OAV #3).
Dimension Hunter Fandora è giunta in Italia grazie a Dynamic Italia (ora Dynit): la miniserie è stata commercializzata in tre VHS nel 1999 e mai riversata su supporto digitale negli anni seguenti.
Una piccola curiosità riguarda il doppiaggio giapponese: a prestare la voce alla bella Fandora è la popolare cantante e doppiatrice Mitsuko Horie.
Parallelamente ai tre OAV, un racconto di 222 pagine scritto da Koichi Minade e illustrato da Go Nagai fu pubblicato in Giappone, il 19 febbraio 1986, dalla Casa editrice Kōdansha.
























