Era entrato calmo, con lo sguardo spaesato di chi non sa dove posare la zampa. Il nuovo gatto aveva un collarino rosso e un’aria innocente, ma Klaus — sì, Klaus: il padrone di casa con la coda — capì subito che c’era qualcosa che non andava. Non era gelosia, no. Era sopravvivenza. Da quel momento in poi, ogni pianta rovesciata, ogni quadro storto e ogni lampada in frantumi sarebbe servita a un solo scopo: incastrare l’intruso e restare il solo re del salotto. Cat from Hell: Cat Simulator, già apprezzato su dispositivi mobili per la sua comicità esagerata e l’approccio libero al disordine domestico, arriva ora anche su PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch. Sviluppato da Upscale Studio e pubblicato da Nolodin Games, il gioco mette il giocatore nei panni di un gatto dispettoso determinato a riconquistare il proprio territorio familiare con ogni mezzo possibile. Il tutto, mentre una paziente ma severissima nonna osserva, giudica e, talvolta, impugna una padella.
Un simulatore dell’assurdo domestico
A metà tra il gioco di ruolo e la farsa slapstick, Cat from Hell: Cat Simulator costruisce la sua identità su due modalità principali. La prima, quella narrativa, propone una struttura a missioni dove il giocatore deve mettere in scena un sabotaggio sistematico ai danni dell’altro gatto, nuovo arrivato nella casa. Il protagonista, felino dal pelo fulvo, dovrà rovesciare oggetti, graffiare mobili e creare disordine in modo apparentemente casuale, facendo in modo che le colpe sembrino ricadere sempre sull’avversario. Il tutto si svolge in un interno domestico suddiviso per stanze, con una varietà di elementi distruttibili e una reattività ambientale costruita sull’esagerazione comica: il vaso rotto scatena un urlo, il tappeto graffiato una scenata.
Il gameplay si basa su un modello di interazione diretto e accessibile, dove i comandi semplici agevolano la libertà d’azione. Il sistema di movimento permette di saltare su mobili, nascondersi in anfratti e osservare il nemico da posizioni sopraelevate, sempre pronti a colpire. Ma il cuore del gioco resta l’illusione della strategia: si può pianificare un’azione combinata, attendere che l’altro gatto passi nel momento giusto, e far cadere un oggetto a effetto. La difficoltà si misura nella gestione del tempo e nel bilanciamento del caos: troppo disordine rischia di svelare il colpevole, mentre un’azione ben mascherata può generare una punizione esemplare da parte della nonna verso l’avversario felino.
Una sandbox dove tutto è permesso
La seconda modalità, quella sandbox, abbandona la narrazione per lasciar spazio all’anarchia pura. Qui non esistono obiettivi né punteggi: si può saltare, distruggere e graffiare a piacimento, senza l’ansia del fallimento. È un’area libera che funziona da valvola di sfogo e che restituisce un’esperienza volutamente caotica, pensata più per suscitare risate estemporanee che per offrire un progresso strutturato. È evidente, però, che proprio in questa libertà assoluta emergano anche i limiti del titolo: la ripetitività delle interazioni, unita a una fisica imprecisa e a bug occasionali, riduce l’effetto sorpresa dopo pochi minuti. Non è raro vedere l’altro gatto incastrato in pose surreali o assistere a movimenti erratici della nonna, che talvolta sfidano le leggi della logica più che quelle della programmazione.
A livello tecnico, Cat from Hell: Cat Simulator rivela chiaramente le sue origini mobile. La grafica, pur decorosa, non si distingue per dettaglio o originalità. I modelli sono stilizzati, i colori piatti e le animazioni altalenanti. L’audio accompagna con effetti sonori volutamente sopra le righe e una colonna sonora blanda che si limita a sostenere il ritmo, senza mai emergere come elemento distintivo. Nonostante ciò, l’impianto generale riesce a restituire una sensazione coerente di leggerezza, ideale per un prodotto che non vuole prendersi sul serio ma solo offrire un intrattenimento spensierato e un po’ irriverente.
Una provocazione leggera, ma breve
Pur senza ambizioni di grande respiro, Cat from Hell: Cat Simulator riesce a ritagliarsi un suo spazio tra i titoli più leggeri e umoristici disponibili su console e mobile. La dinamica del caos controllato, unita alla possibilità di vivere l’esperienza dalla prospettiva animale, dona al titolo una sua peculiarità. Tuttavia, la durata limitata dell’interesse, la carenza di varietà nei contenuti e l’assenza di una progressione vera e propria fanno sì che il gioco si esaurisca in fretta, restando un passatempo più che un’esperienza compiuta. L’ironia del concept e alcune trovate divertenti lo rendono perfetto per sessioni brevi, ma difficilmente lascerà un’impronta duratura.















