All’inizio sembra quasi innocuo: una fila di segmenti geometrici che si muove ordinata nello spazio. Poi arrivano le ondate, si aggiungono armi, si innestano moduli di supporto e la creatura prende vita con una determinazione quasi industriale. Centipede Gun, sviluppato da Mateusk2m e pubblicato su console da QUByte Interactive, è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch dopo l’uscita PC su Steam. Si presenta come un roguelite a visuale dall’alto che rinuncia ai riflessi frenetici per privilegiare la progettazione strategica: non si spara manualmente, si costruisce il sistema che farà fuoco al posto del giocatore.
Il piacere dell’assemblaggio
La struttura è chiara e quasi didattica nella sua essenzialità. Ogni run è suddivisa in ondate sempre più fitte di nemici che convergono verso il millepiedi armato. Tra una battaglia e l’altra si accede a un negozio dove investire le risorse accumulate in nuovi segmenti. Armi dirette, effetti elementali, moduli passivi: ogni acquisto contribuisce a definire l’identità della creatura.
La vera soddisfazione emerge quando moduli identici vengono combinati per generare versioni evolute, capaci di sbloccare abilità inattese. Una configurazione apparentemente ordinaria può trasformarsi in una sinfonia di laser, esplosioni e danni nel tempo. Il sistema incoraggia la sperimentazione e premia la comprensione delle sinergie. Le scelte non sono mai neutre: puntare su un’unica tipologia di danno comporta vantaggi evidenti, ma espone a vulnerabilità altrettanto chiare quando la varietà nemica si amplia.
Strategia automatizzata e sfida crescente
L’assenza di controllo diretto sul fuoco non riduce la profondità, anzi la concentra. Centipede Gun affida il successo alla capacità di pianificazione. La disposizione dei moduli lungo il corpo, la gestione delle evoluzioni, il bilanciamento tra potenza e resistenza diventano fattori determinanti. Quando la configurazione funziona, lo schermo si anima di reazioni a catena che raccontano con chiarezza la bontà delle scelte compiute.
La curva di difficoltà accompagna questa crescita con rigore. Nuove tipologie di nemici introducono variabili che mettono in discussione ogni build. Una struttura eccessivamente specializzata può collassare sotto pressione; una più equilibrata garantisce stabilità ma fatica a raggiungere picchi devastanti. La partita diventa così un laboratorio continuo, in cui ogni sconfitta invita a ripensare l’architettura del millepiedi.
Tecnica essenziale e longevità selettiva
Dal punto di vista tecnico, Centipede Gun adotta un’estetica minimale fatta di forme astratte e colori netti. La scelta favorisce la leggibilità anche quando lo schermo si riempie di particelle ed effetti sovrapposti, mantenendo chiara la provenienza del danno e il funzionamento della build. Su PlayStation 5 le prestazioni restano stabili anche nelle fasi più concitate, e l’adattamento al controller si rivela efficace nella gestione del negozio e dei moduli, con un’interfaccia semplice ma funzionale.
La sobrietà visiva comporta però una certa ripetitività degli sfondi e delle ambientazioni, con una varietà scenografica limitata e un impianto fortemente centrato sulle meccaniche. Anche la meta-progressione è contenuta: l’assenza di sistemi permanenti articolati concentra l’esperienza sulle singole run. La longevità dipende quindi dalla predisposizione alla sperimentazione; chi trova appagamento nell’ottimizzazione e nella ricerca della combinazione perfetta potrà dedicarvi molte ore, mentre chi desidera una struttura narrativa più marcata o una crescita trasversale più strutturata potrebbe percepire una certa saturazione nel tempo.
L’eventuale acquisto di Centipede Gun va valutato in base alle proprie inclinazioni ludiche. È una proposta particolarmente indicata per chi apprezza i roguelite costruiti attorno a sistemi puri, dove la soddisfazione nasce dall’analisi delle sinergie e dalla sperimentazione continua di nuove configurazioni. Chi ama ottimizzare, calcolare, testare combinazioni fino a scoprire quella capace di saturare lo schermo di effetti troverà qui un terreno fertile. Al contrario, chi predilige una forte componente narrativa, una progressione persistente articolata o un impianto visivo più variegato potrebbe percepirne presto i limiti. In sintesi, è un acquisto consigliato agli appassionati di buildcraft e teoria applicata, meno a chi ricerca un’esperienza più strutturata o spettacolare sul piano estetico.
















