Il 22 settembre, nel secondo giorno lavorativo del Tokyo Game Show 2023, ha avuto luogo un evento piuttosto inaudito presso lo stand dell’editore giapponese di giochi D3 Publisher (di seguito D3P). L’azienda ha ospitato un angolo dedicato alla discussione del fallimento commerciale del suo titolo del 2023 ED-0: Zombie Uprising. Il panel di relatori comprendeva membri di spicco dell’industria, che hanno condiviso affascinanti (e molto franchi) punti di vista su ciò che il gioco ha sbagliato, menzionando tutto, dal titolo e dalle meccaniche al branding e al marketing.
ED-0: Zombie Uprising è un gioco d’azione rogue like pubblicato da D3P nel luglio 2023, dopo un periodo di accesso anticipato di 15 mesi. Secondo Famitsu, in occasione del Tokyo Game Show, la società ha rivelato che il gioco ha venduto finora solo poco più di 13.000 copie in tutto il mondo e ha ospitato una tavola rotonda molto aperta sulle scarse prestazioni del gioco. Sono intervenuti il direttore del gioco di Bandai Namco, Katsuhiro Harada, l’amministratore delegato di CyberConnect2, Hiroshi Matsuyama, e il caporedattore di Famitsu, Katsuhiko Hayashi. Nessun dipendente di D3P ha partecipato alla discussione, per cui si è potuto assistere a una brutale onestà.
Come riportato da Famitsu, la discussione si è incentrata sulle tre cause tipiche per cui un gioco può avere un rendimento insufficiente nelle vendite: bassa qualità, scarsa concezione e scarso riconoscimento/raggiungimento. Harada ha iniziato la sua discussione ammettendo di aver ricevuto una copia fisica del gioco come regalo, ma di non aver avuto modo di giocarci, affermando di aver capito perché il gioco stava andando male “non appena ha preso in mano la confezione”.
Il gioco enfatizza la sua difficoltà usando “siate pronti a far sudare il cervello” e frasi simili, che Harada descrive come “non da D3P”, e il gruppo concorda sul fatto che i giochi di D3P si giocano quando si vuole alleviare lo stress, piuttosto che viverlo, quindi questo crea un divario tra aspettative e realtà all’inizio. Inoltre, si parla di punti come il titolo del gioco, che si pronuncia in modo confuso (“Edo Zero: Zombie Uprising” è corretto) e sia il titolo che la box art non sono abbastanza d’impatto per trasmettere l’argomento del gioco.
Harada commenta che le immagini principali del gioco sembrano suggerire uno stile di gioco “invincibile”, in cui si tagliano gli avversari uno dopo l’altro, ma che guardando il gioco vero e proprio si scopre che è molto più difficile e per nulla simile a quello immaginato, il che è probabilmente un altro aspetto che tradisce le aspettative dei giocatori.

Oltre a questi punti relativi al concetto di gioco, Harada sottolinea soprattutto l’insufficiente diffusione e riconoscimento del gioco, che attribuisce a un marketing insufficiente e/o sbagliato. In qualità di responsabile marketing di progetti come Elden Ring e Armored Core 6, Harada afferma che bisogna utilizzare tutti i mezzi necessari per far arrivare il gioco nelle mani della gente e farlo giocare, cosa che ED-0 è riuscito a malapena a fare, con solo 143 recensioni di utenti su Steam.
L’accesso anticipato di 15 mesi al gioco viene giudicato da Harada come un errore: normalmente, infatti, il periodo di accesso anticipato verrebbe utilizzato per creare gradualmente un’eco e guidare il gioco verso il suo pubblico di riferimento, ma poiché D3P non disponeva di un budget sufficiente per questo tipo di strategia di marketing, avrebbe tratto molto più vantaggio da un annuncio improvviso dell’uscita, creando mistero e impatto, oltre a fare affidamento sulla copertura dei media stranieri. Matsuyama commenta che, sebbene il gioco fosse stato concepito per rivolgersi prevalentemente al pubblico occidentale, la metà delle vendite totali sono state nazionali, il che indica chiaramente che il nome del gioco non è riuscito a farsi conoscere.

Matsuyama cita anche gli aspetti tecnici del gioco come parte del problema, sottolineando la mancanza di elementi d’azione e gli errori residui nella mappatura dei tasti. In particolare, ha sottolineato come il tasto triangolo sia assegnato sia alla raccolta che al lancio di oggetti allo stesso tempo, e si è chiesto (senza mezzi termini) come mai un errore che può essere rilevato nei primi 15 minuti di gioco non sia stato corretto durante i 15 mesi di accesso anticipato. Harada ha aggiunto con umorismo che la strana mappatura dei tasti ha suscitato il suo interesse per il gioco, dicendo che “avrebbero dovuto aggiungere altre cose del genere”.
Detto questo, Harada torna a sottolineare che prima ancora di avventurarsi nei contenuti del gioco, la potenza di marketing ha un effetto decisivo sulle prestazioni. Egli commenta (mostrando il timore di essere frainteso) che con l’inconcepibile numero di nuovi titoli creati negli ultimi tempi, i giochi non si vendono più solo in base alla bontà o meno dei loro contenuti, con una pletora di giochi (molti dei quali recensiti male) che vendono interamente grazie al potere del marchio e del marketing.
A parte alcune osservazioni sulle meccaniche del gioco, la scarsa performance commerciale di ED-0: Zombie Uprising sembra essere stata giudicata dai partecipanti al panel come derivante principalmente dal divario tra aspettative e realtà creato dalla concezione indecisa del gioco, dall’incapacità di definire e coinvolgere il pubblico di riferimento e da strategie di marketing insufficienti. La curiosa mossa di D3P di non limitarsi a rivelare i propri dati di vendita negativi, ma di ospitare un’intera sezione dedicata all’analisi del proprio fallimento di fronte a un pubblico, è sicuramente senza precedenti ed è stata in grado di far emergere interessanti spunti di riflessione da parte di alcune delle principali figure del settore.

ED-0: Zombie Uprising è disponibile per PC (Steam), PlayStation 5 e Xbox Series X❘S.
Fonti consultate: Automaton.












