Kadokawa ha annunciato la chiusura di Da Vinci, storica rivista giapponese dedicata al mondo letterario e alla cultura editoriale. La pubblicazione terminerà con il numero di novembre, previsto in uscita il 6 ottobre 2026, ponendo fine a un percorso iniziato nell’aprile 1994 e proseguito per oltre trent’anni attraverso trasformazioni societarie, cambiamenti del mercato e nuove abitudini di lettura.
La decisione arriva in un momento di profonda riconfigurazione per l’editoria periodica, segnata dalla progressiva migrazione dell’informazione verso il digitale e dalla frammentazione dei canali attraverso cui il pubblico scopre libri, manga, autori e adattamenti audiovisivi. Il marchio non scomparirà del tutto: Da Vinci Web, sito gemello della rivista, continuerà infatti a essere aggiornato, con Kadokawa intenzionata a svilupparne ulteriormente i contenuti.
Una rivista tra letteratura, manga e sottocultura
Nata sotto Media Factory, allora braccio editoriale della società Recruit, Da Vinci si è distinta per un’impostazione più ampia rispetto alla classica rivista letteraria. Il suo campo d’interesse non si limitava alla narrativa generale, ma abbracciava anche manga, light novel, racconti, serializzazioni, saggi e fenomeni culturali collegati alla lettura. Questa apertura le ha permesso di intercettare un pubblico giovane e trasversale, interessato ai libri ma anche alle forme narrative nate o cresciute ai margini dell’editoria più tradizionale.
Nel corso degli anni, la rivista ha seguito anche le relazioni tra letteratura e altri media, occupandosi di adattamenti cinematografici e televisivi, anime ispirati a romanzi o opere originali capaci di parlare allo stesso pubblico, musicisti legati alle sottoculture e autori attivi in territori creativi ibridi. Accanto alle notizie e alle recensioni, Da Vinci ha pubblicato saggi, conversazioni, tavole rotonde e dossier dedicati a figure centrali della scena culturale giapponese, spesso affrontando anche temi complessi dell’arte contemporanea.
Dal catalogo cartaceo alla continuità digitale
La storia editoriale della testata riflette anche le trasformazioni industriali che hanno attraversato il settore. Dopo l’acquisizione di Media Factory da parte di Kadokawa nel 2011, la rivista ha continuato a essere pubblicata dalla sussidiaria fino alla fusione del 2013, per poi proseguire sotto il marchio Media Factory all’interno del gruppo Kadokawa. La chiusura del mensile cartaceo non rappresenta quindi soltanto la fine di una pubblicazione, ma anche il passaggio simbolico di un’eredità editoriale verso forme più adatte all’attuale consumo dell’informazione culturale.
Tra gli appuntamenti più riconoscibili della rivista figurava il tradizionale “Book of the Year”, pubblicato ogni dicembre, con selezioni dedicate anche ai migliori manga dell’anno secondo la redazione. Questo tipo di contenuto aveva contribuito a consolidare Da Vinci come punto di riferimento per lettori interessati a orientarsi in un mercato ricco, stratificato e spesso difficile da seguire nella sua interezza.
La conclusione della pubblicazione cartacea lascia dunque un vuoto particolare: non quello di una semplice rivista specializzata, ma di uno spazio che per 32 anni ha provato a raccontare la lettura come fenomeno culturale complessivo, capace di attraversare libri, fumetti, televisione, animazione e musica. La prosecuzione di Da Vinci Web consentirà al marchio di restare attivo, ma l’ultimo numero di ottobre segnerà comunque la chiusura di una lunga stagione della critica e dell’informazione letteraria giapponese su carta.
Fonti consultate: Anime News Network.













