Il ritorno di Devil May Cry su Netflix comincia a prendere forma con un nuovo trailer e una key visual dedicati alla seconda stagione della serie animata tratta dal celebre franchise di Capcom. La piattaforma ha confermato che i nuovi episodi debutteranno il 12 maggio, riaprendo il percorso di un adattamento che fin dal primo ciclo aveva mostrato l’intenzione di non fermarsi a una semplice operazione nostalgica, ma di costruire una continuità seriale vera e propria attorno a Dante, Vergil e Lady.
La prima stagione, realizzata da Studio Mir e distribuita nell’aprile 2025 con otto episodi, aveva segnato un avvio piuttosto visibile per il progetto, entrando al 4º posto nella top 10 globale di Netflix con 5,3 milioni di visualizzazioni nei primi tre giorni e riuscendo a posizionarsi nella classifica dei contenuti più visti in 87 Paesi. Numeri che aiutano a capire perché il ritorno della serie venga trattato come uno dei tasselli più importanti nel rapporto tra Netflix e gli adattamenti animati di proprietà videoludiche ad alto richiamo.
Un adattamento che punta alla continuità
Il nuovo materiale promozionale non si limita a ricordare la data d’uscita, ma serve soprattutto a ribadire che l’anime di Devil May Cry è stato pensato fin dall’inizio con un respiro più ampio. La produzione, infatti, guardava a più stagioni già dal 2021, dettaglio che chiarisce come questo secondo capitolo non rappresenti una semplice risposta al successo del primo, ma il proseguimento di un disegno avviato da tempo. In questo senso, il progetto si colloca in quella linea di adattamenti seriali che cercano di dare al materiale di partenza un vero sviluppo televisivo, invece di comprimerlo in una sola stagione evento.
Resta naturalmente centrale la figura di Dante, affidato nella versione inglese a Johnny Yong Bosch, mentre il cast del doppiaggio include anche Scout Taylor-Compton nel ruolo di Mary, Hoon Lee come White Rabbit, Chris Coppola come Enzo e Kevin Conroy in un ruolo postumo nei panni di VP Baines. Per il doppiaggio giapponese tornano invece Toshiyuki Morikawa, Fumiko Orikasa e Hiroaki Hirata rispettivamente come Dante, Lady e Vergil. È una doppia linea vocale che riflette bene la natura globale del progetto, sospeso tra rispetto dell’origine giapponese e forte orientamento internazionale.
Devil May Cry continua a cercare spazio oltre il videogioco
La serie Netflix si inserisce del resto in una tradizione di adattamenti che Devil May Cry aveva già iniziato a costruire da tempo. Il franchise aveva infatti ispirato un anime televisivo di 12 episodi prodotto da Madhouse nel 2007, oltre a romanzi, manga e perfino produzioni teatrali. Ma il nuovo corso sembra avere ambizioni differenti, più vicine alla costruzione di un ecosistema audiovisivo contemporaneo, in cui il nome di Devil May Cry possa esistere accanto al videogioco come marchio narrativo autonomo.
Non è un caso che Adi Shankar, coinvolto nel progetto e già legato anche a Castlevania, avesse parlato anni fa di una sorta di “bootleg multiverse” capace di mettere in relazione diverse icone dell’action e del gotico videoludico in forma animata. Al di là delle formule, il punto è che Devil May Cry continua a essere percepito come un materiale particolarmente adatto a questo tipo di trasposizione: estetica forte, personaggi riconoscibili, azione coreografica e un immaginario abbastanza elastico da sostenere sia il videogioco sia la serialità.
Il 12 maggio dirà quanto questa seconda stagione saprà consolidare davvero il progetto. Ma già adesso il nuovo trailer e la key visual bastano a fissare una cosa: l’adattamento Netflix di Devil May Cry non vuole essere ricordato come una parentesi curiosa, bensì come una presenza stabile dentro l’espansione crossmediale del marchio Capcom.
Fonti consultate: Anime News Network.














