Il 18 giugno, una popolare influencer taiwanese nota come “長笛姐姐 (Lily Flute)” (foto) si è scusata sul suo account Instagram dopo aver suscitato polemiche nel parco a tema Tokyo Disneyland, violando le regole di comportamento del parco.
La controversia è nata quando Lily Flute ha pubblicato un video su TikTok in cui la si vedeva suonare un flauto mentre indossava un cosplay basato sul franchise Oshi no Ko all’interno della struttura di Tokyo Disneyland. I media hanno riferito che questo atto violava le regole del parco a tema, il cui sito ufficiale specifica che il cosplay è vietato perché può essere considerato un atto di pubblicità commerciale.
Nel suo post su Instagram, l’influencer si è scusata per l’inconveniente, spiegando che quel giorno aveva con sé il flauto e il violino, ma li aveva lasciati fuori dal parco a causa delle dimensioni delle custodie. Per quanto riguarda il suo abbigliamento, ha dichiarato di aver pensato che sarebbe stato consentito in quanto non si trattava di un personaggio Disney e che il personale all’ingresso non ha segnalato alcun problema.
Lily Flute ha anche ricordato che tutte le riprese sono state effettuate con una telecamera a mano e che è stata rispettosa delle persone intorno a lei, spiegando che il video non era a scopo commerciale. Ha concluso le sue scuse esprimendo il suo amore per il Giappone e la sua tristezza per la situazione che ha causato.
La polemica generata da questo incidente è diventata immediatamente un trend sui social media, dove gli utenti hanno espresso opinioni diverse sulla questione. Alcuni hanno mostrato comprensione nei confronti dell’influencer, ritenendo che possa aver commesso un errore di ignoranza, mentre altri hanno criticato la sua mancanza di rispetto per le regole del parco a tema.
Finora non è stato comunicato se il parco prenderà ulteriori provvedimenti in relazione a questa situazione. Tuttavia, questo incidente serve a ricordare l’importanza di rispettare le regole e i regolamenti stabiliti negli spazi pubblici, anche in luoghi iconici come Tokyo Disneyland. O forse alcune situazioni in Giappone vanno troppo oltre?
Fonti consultate: Kudasai.

















