Il caos sporco, grottesco e irresistibilmente deformato di Dorohedoro continuerà con una terza stagione. Lo staff dell’anime tratto dal manga di Q Hayashida ha annunciato il nuovo seguito dopo la conclusione della seconda stagione, accompagnando la notizia con un’illustrazione commemorativa firmata dal regista Yuichiro Hayashi, dedicata a Haru mentre canta.
L’annuncio conferma la prosecuzione dell’adattamento animato di una delle opere più particolari del manga contemporaneo, pubblicata in Italia da Panini Comics. La seconda stagione ha debuttato il 1º aprile con una distribuzione quasi simultanea a livello mondiale ed è stata proposta in streaming da Crunchyroll, che ha reso disponibile anche la prima stagione. Netflix continua inoltre a distribuire l’anime, mantenendo Dorohedoro tra i titoli più riconoscibili per chi cerca una commistione anomala di violenza, humour nero, fantasy urbano e deformazione corporea.
Il Buco e il mondo degli stregoni tornano al centro
La storia di Dorohedoro si svolge in una città degradata e disperata conosciuta semplicemente come il Buco, luogo in cui gli stregoni rapiscono le persone per usarle come cavie nei loro esperimenti magici. In questo scenario brutale si muove Caiman, uomo dalla testa di rettile e dalla memoria spezzata, trovato da Nikaido in un vicolo. Per spezzare l’incantesimo che lo ha trasformato, Caiman dà la caccia agli stregoni, nella speranza di trovare quello responsabile della sua condizione.
La vicenda prende una piega sempre più ampia quando En, potente capo degli stregoni, viene a sapere dell’uomo lucertola che massacra i suoi simili e decide di mandare nel Buco i propri sicari. Da qui nasce una guerra tra mondi, gruppi e identità distorte, in cui la violenza convive con momenti assurdi, quotidianità marginale e personaggi difficili da ridurre a semplici eroi o antagonisti. La forza dell’opera sta proprio in questo equilibrio instabile, capace di trasformare il disgusto, la comicità e la malinconia in parti dello stesso universo narrativo.
Un adattamento che continua il percorso iniziato nel 2020
La prima stagione dell’anime di Dorohedoro ha debuttato su Netflix in Giappone nel gennaio 2020 con 12 episodi, per poi arrivare fuori dal Giappone nel maggio dello stesso anno. Yuichiro Hayashi, già legato a produzioni come Garo the Animation, Garo: Divine Flame e Kakegurui, ha diretto la serie presso MAPPA. Hiroshi Seko si è occupato della composizione della serie, Tomohiro Kishi del character design e (K)NoW_NAME della musica.
In concomitanza con l’annuncio della terza stagione, TOHO animation ha diffuso anche un video musicale dedicato a “Zettai Must Danmen”, sigla di apertura della seconda stagione eseguita da (K)NoW_NAME. Il brano accompagna una fase importante per l’anime, che dopo anni di attesa è tornato a espandere sullo schermo l’universo creato da Hayashida, mantenendo intatta la sua estetica ruvida, carnale e fuori dagli schemi.
Il manga originale è stato pubblicato da Shōgakukan e resta un caso raro per identità visiva e tono narrativo, capace di mescolare body horror, action, commedia surreale e una costruzione del mondo volutamente sporca e stratificata. La conferma della terza stagione suggerisce che l’adattamento abbia ancora spazio per esplorare i molti livelli del conflitto tra il Buco e il mondo degli stregoni, proseguendo un percorso animato che ha trovato nuova spinta proprio con la recente seconda stagione.
Al momento non sono stati comunicati periodo di uscita, staff completo o ulteriori dettagli sulla terza stagione. La sola conferma del seguito, però, basta a riaccendere l’attesa intorno a Dorohedoro, un’opera che continua a distinguersi per la sua capacità di rendere affascinante ciò che è marcio, storto e apparentemente ingestibile. Nel suo universo, ogni risposta genera nuove deformazioni, e il ritorno dell’anime promette di riportare il pubblico proprio dentro quel labirinto di carne, magia e identità spezzate.
Fonti consultate: Anime News Network.














