Katsushi Murakami, storico mechanical designer, progettista e toy designer giapponese, è morto il 20 luglio all’età di 83 anni. Nato il 23 settembre 1942 nella prefettura di Gifu, Murakami è stato una delle figure che hanno contribuito a definire l’immaginario meccanico dell’animazione e del giocattolo nipponico per diversi decenni. Le sue condizioni di salute erano peggiorate nel corso dell’anno. Una carriera vastissima, celebrata anche attraverso raccolte dedicate ai suoi sketch e concept, che lo ha visto attraversare anime, tokusatsu e produzione industriale.
Tra le serie alle quali ha lavorato come mechanical designer figurano Shin Tetsujin 28, Gold Lightan – The Golden Warrior, Machine Robo: Battle Hackers, Video Warrior Laserion, Reideen the Brave, Gekisō! Rubenkaiser, Kishin Taisen Gigantic Formula e Space Adventure Cobra. Per F-Zero Falcon Densetsu si occupò invece del design dei veicoli, mentre il suo nome compare come planner in produzioni quali 3×3 Eyes, Little Twins e Super Dimensional Fortress Macross II: The Movie.
Dai robot televisivi alla nascita dell’immaginario Chogokin
Murakami era entrato in Bandai già nel 1961, per poi lavorare anche presso la controllata Popy, diventando una figura centrale nel dialogo tra progettazione televisiva e trasformazione dei robot in giocattoli. Il suo nome è strettamente legato alla storica linea Chogokin, denominazione presa dal metallo immaginario con cui viene costruito Mazinger Z. Quelle riproduzioni in metallo pressofuso contribuirono a cambiare profondamente il mercato dei giocattoli robotici giapponesi, creando una tradizione collezionistica che sarebbe proseguita per generazioni e che ancora oggi rappresenta uno dei pilastri del catalogo Bandai.
Proprio i Chogokin di Popy sono rimasti tra gli oggetti più riconoscibili dell’epoca dei super robot, insieme alle linee Jumbo Machinder e alle successive reinterpretazioni moderne. Mazinga Z, Goldrake e numerosi altri robot di Popy testimoniano ancora oggi quanto il lavoro di progettazione industriale fosse intrecciato con quello svolto per l’animazione. Murakami contribuì inoltre al design di giocattoli legati a produzioni tokusatsu e Super Sentai, comprese proprietà storiche come Kamen Rider, estendendo la propria influenza ben oltre il solo universo dei mecha televisivi.
Una firma che ha attraversato anime, tokusatsu e giocattoli
La forza del lavoro di Murakami risiedeva proprio nella capacità di pensare robot, veicoli e armature non soltanto come immagini da mostrare sullo schermo, ma come oggetti dotati di una precisa logica visiva e meccanica. Nel corso della sua carriera elaborò forme destinate a diventare immediatamente riconoscibili, contribuendo allo sviluppo di soluzioni come robot componibili, mezzi trasformabili e strutture meccaniche capaci di funzionare contemporaneamente nell’animazione e nella produzione di giocattoli.
La sua attività ha accompagnato alcune delle trasformazioni più importanti dell’intrattenimento giapponese del dopoguerra, dal consolidamento dei super robot al successo dei tokusatsu fino alla crescita di Bandai come gigante mondiale del settore. Katsushi Murakami lascia così un’eredità che non appartiene soltanto alla storia del mechanical design: molte delle idee con cui intere generazioni hanno imparato a immaginare robot, astronavi, armature e giocattoli trasformabili portano ancora, direttamente o indirettamente, la traccia del suo lavoro.
Fonti consultate: Anime News Network.















