Il mondo dell’animazione giapponese saluta Yuji Ohno, compositore, arrangiatore e pianista jazz morto il 4 maggio a 84 anni per cause naturali. La notizia è stata diffusa dal suo sito ufficiale e dalla società Office Augusta, che ha spiegato come il musicista si sia spento serenamente nel sonno, senza particolari cambiamenti nelle sue condizioni prima di coricarsi. Per intere generazioni di spettatori, il suo nome resterà inseparabile da Lupin III, franchise al quale ha dato una voce musicale elegante, scattante e immediatamente riconoscibile.
Ohno iniziò a lavorare sulla serie nel 1977, con Lupin III: Part II, componendo musiche e arrangiamenti destinati a diventare parte integrante dell’identità del personaggio creato da Monkey Punch. Il celebre tema principale, ripreso nel corso degli anni in numerose versioni, ha accompagnato serie televisive, special e film, diventando molto più di una sigla: una sorta di firma sonora capace di evocare in pochi secondi inseguimenti, ironia, seduzione, jazz club fumosi e quel senso di avventura sofisticata che ha reso Lupin III un’icona internazionale.
Il jazz come anima elegante di Lupin III
La forza del lavoro di Ohno su Lupin III non sta soltanto nella riconoscibilità del tema, ma nel modo in cui il compositore seppe trasformare il jazz in linguaggio narrativo. Il suo sound, sospeso tra funk, swing, fusion e atmosfere da cinema poliziesco, ha contribuito a definire il carattere della saga almeno quanto il disegno dei personaggi o il ritmo delle storie. Lupin, Jigen, Goemon, Fujiko e Zenigata si sono mossi per decenni dentro un universo musicale capace di essere insieme leggero e raffinatissimo, ironico e malinconico, spettacolare e incredibilmente cool.
Nel corso della sua carriera, Ohno ha continuato a riportare quelle musiche dal vivo con formazioni come Yuji Ohno & Lupintic Five, poi evoluta in Yuji Ohno & Lupintic Six. Concerti, nuovi arrangiamenti e incisioni hanno mantenuto viva la dimensione jazzistica del franchise, facendo della musica di Lupin III un repertorio autonomo, capace di essere ascoltato anche fuori dal contesto dell’anime. È uno dei casi più rari in cui una colonna sonora non si limita ad accompagnare un’opera popolare, ma finisce per diventare parte essenziale della sua memoria collettiva.
Una carriera tra cinema, anime e grande tradizione jazz
Nato il 30 maggio 1941 ad Atami, nella prefettura di Shizuoka, Yuji Ohno iniziò a studiare pianoforte da bambino e si avvicinò al jazz durante gli anni del liceo. All’università entrò nella Light Music Society della Keiō University e suonò in diverse formazioni, prima di dedicarsi sempre più alla composizione per cinema e televisione. Prima ancora che Lupin III diventasse il suo lavoro più famoso, Ohno aveva già firmato musiche importanti per il grande schermo, tra cui quelle di La famiglia Inugami di Kon Ichikawa e Proof of the Man, entrambi legati al 1977.
La sua attività ha attraversato anche altri titoli animati e cinematografici, da Capitan Futuro a Andromeda Stories, da Marine Express a Prime Rose, fino al tema di Space Adventure Cobra. In ognuno di questi lavori emergeva una scrittura musicale capace di unire immediatezza melodica, eleganza orchestrale e sensibilità jazz, senza mai perdere il gusto per l’immagine e per il movimento. Ohno non componeva semplici accompagnamenti, ma costruiva atmosfere capaci di dare corpo a mondi narrativi molto diversi.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, soprattutto perché il suo suono è entrato nella memoria emotiva di chiunque abbia incontrato Lupin III almeno una volta. Ci sono musiche che identificano un’epoca, altre che identificano un personaggio; quella di Yuji Ohno ha fatto entrambe le cose. Ha dato al ladro gentiluomo una leggerezza jazzistica, una velocità da fuga notturna, una malinconia nascosta sotto il sorriso. E continuerà a farlo ogni volta che quelle prime note torneranno a risuonare, riportando Lupin sulla scena con il passo sicuro di chi non ha mai davvero lasciato il palco.
Fonti consultate: Mantanweb.













