Il rombo dei motori rimbomba tra le stradine di un borgo europeo, mentre i due topolini Ed ed Edda si lanciano in una sfida senza esclusione di colpi. È questo il contesto che accoglie chi avvia Ed & Edda: Grand Prix – Racing Champions, disponibile su PC tramite Steam, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. Il gioco rappresenta il debutto videoludico delle mascotte dell’Europa-Park, protagoniste anche del film d’animazione “Grand Prix of Europe”. Tuttavia, al di là del fascino dei personaggi e dell’idea di un tour tra celebri luoghi europei, il titolo sviluppato da Tivola Games e Funatics Software fatica a imporsi come un kart racing degno di nota.
Un kart racer tradizionale ma poco ispirato
Ed & Edda: Grand Prix – Racing Champions ricalca fedelmente la formula dei classici giochi di corse con power-up, scorciatoie e curve da affrontare in derapata. Otto personaggi giocabili, ciascuno con caratteristiche specifiche, offrono una varietà teorica che tuttavia non si traduce in un’esperienza realmente differenziata. Le modalità disponibili comprendono il Grand Prix, con campionati a quattro gare, la Corsa a Punti, la Prova a Tempo e la Corsa Libera, tutte affrontabili a diverse velocità. Non manca lo split-screen per due, tre o quattro giocatori, pensato per le sessioni familiari.
Eppure, sin dalle prime corse emergono i limiti di un impianto ludico privo di mordente: le piste, sebbene ambientate in scenari ispirati a città europee, risultano piatte e prive di dettagli memorabili. Il drifting appare poco preciso, mentre i power-up non riescono a imprimere quella dose di caos divertente tipica dei migliori esponenti del genere. La gestione dei comandi è funzionale ma non appagante, e il feedback offerto durante le gare non trasmette la giusta sensazione di velocità.
Tecnica datata e poca personalità
Sul piano visivo, Ed & Edda: Grand Prix – Racing Champions soffre di una realizzazione grafica modesta. Texture poco definite, animazioni elementari e scenari spogli lo rendono simile a un titolo di due generazioni fa, soprattutto se confrontato con l’odierna offerta di giochi di corse arcade. Le cutscene di presentazione, legate al film d’animazione, mostrano invece una cura superiore e lasciano intuire il potenziale dei personaggi, che però non viene sfruttato in gara.
Alcuni elementi positivi si riscontrano nella personalizzazione delle auto: con il progredire delle gare si sbloccano parti e miglioramenti permanenti che permettono di modificare le vetture. Tuttavia, questa componente non riesce a colmare le lacune di un gameplay piatto e di una struttura che appare più pensata per accompagnare l’uscita del film che per offrire un’esperienza autonoma di qualità.
Un’occasione mancata
Il titolo avrebbe potuto colpire per il suo legame con l’Europa-Park e per l’idea di un racing accessibile a tutta la famiglia, ma manca di profondità e di cura nella costruzione delle piste e delle meccaniche. L’assenza di localizzazione in italiano, poi, ne limita ulteriormente l’appeal per il pubblico nostrano, considerando la fascia d’età a cui è destinato. Se la simpatia di Ed ed Edda è indubbia, il loro debutto videoludico resta purtroppo un’esperienza dimenticabile, destinata a perdersi tra i tanti kart racer più riusciti già disponibili sul mercato.
















