La scena del crimine non è mai davvero silenziosa: ogni traccia, ogni posizione, ogni dettaglio fuori posto racconta qualcosa a chi sa osservare. Forensic M.E. Protocol, simulatore investigativo sviluppato dal solo developer spagnolo K148 Game Studio e pubblicato da JanduSoft, è disponibile su PlayStation 5 e PC tramite Steam, con le versioni Xbox Series X|S e Nintendo Switch previste rispettivamente per il 4 e l’11 giugno.
Il gioco sceglie una strada diversa rispetto al detective game più tradizionale, mettendo al centro la scienza forense invece dell’azione o dell’intuito spettacolarizzato. Non si inseguono sospetti pistola in pugno e non si arriva alla verità attraverso interrogatori ad alta tensione: si entra sulla scena, si indossano idealmente i guanti, si studiano gli ambienti e si usano strumenti tecnici per capire che cosa sia realmente accaduto. Il risultato è un’esperienza costruita sul metodo, sull’osservazione e sulla pazienza.
Nove casi indipendenti da ricostruire prova dopo prova
Forensic M.E. Protocol propone nove scenari autonomi, ciascuno con una propria vicenda, un inizio, una conclusione e sviluppi pensati per mettere alla prova la capacità di collegare gli indizi. I casi affrontano crimini maturi e situazioni oscure, tra passioni violente, rapimenti, regolamenti di conti e verità che emergono solo attraverso una lettura attenta della scena. Ogni ambiente chiede un approccio specifico, perché una prova nascosta in un punto marginale può modificare l’intera interpretazione degli eventi.
L’indagine procede attraverso l’analisi di campioni, l’osservazione degli spazi e l’utilizzo di strumenti avanzati. Il drone permette di raggiungere indizi collocati in alto o in aree difficili da esplorare direttamente, mentre il robot terrestre può essere inviato sotto veicoli o in spazi più stretti. A questi strumenti si affiancano analisi chimiche e altre procedure pensate per restituire il senso di un lavoro investigativo fondato sulla verifica, non sulla semplice supposizione.
Un ritmo libero per chi vuole seguire ogni dettaglio
Una delle scelte più interessanti del gioco riguarda l’assenza di timer e schermate di fallimento immediate. Forensic M.E. Protocol lascia il tempo di osservare, tornare sui propri passi, controllare di nuovo una traccia e ricostruire con calma la dinamica del caso. La tensione non nasce dalla pressione artificiale di una scadenza, ma dalla consapevolezza che ogni dettaglio può essere decisivo e che una deduzione affrettata rischia di portare lontano dalla verità.
Questa impostazione rende il titolo particolarmente adatto a chi cerca un’investigazione più raccolta e analitica, in cui il piacere principale non sta nel colpo di scena improvviso, ma nel momento in cui tutti gli elementi iniziano a comporsi in una spiegazione coerente. L’esperienza chiede di distinguere ciò che è rilevante da ciò che distrae, di capire chi possa mentire e soprattutto di valutare come una traccia fisica possa contraddire una versione apparentemente credibile.
Con Forensic M.E. Protocol, JanduSoft e K148 Game Studio propongono quindi un simulatore investigativo dal taglio specifico, più vicino al lavoro tecnico della polizia scientifica che al racconto poliziesco d’azione. Il suo fascino sta nella concretezza degli strumenti, nella varietà dei casi e nella fiducia riposta nell’attenzione del giocatore. Perché in una scena del crimine non serve correre: serve guardare meglio degli altri.














