Il fascino di Formula Legends è sempre stato quello di guardare alla storia del motorsport senza trasformarla in una lezione da museo. Come abbiamo raccontato anche nella nostra recensione del gioco originale, il titolo di 3DClouds lavora su un equilibrio particolare: abbastanza arcade da restare immediato, abbastanza consapevole da rendere riconoscibili epoche, stili di guida e trasformazioni della competizione automobilistica. Con Formula E: Electric Evolution, disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, questa impostazione trova una nuova declinazione ufficiale, più moderna e strategica.
L’espansione è stata sviluppata in collaborazione con l’ABB FIA Formula E World Championship e introduce tutti i costruttori, i team, i piloti e le vetture della serie elettrica, insieme a una selezione di tracciati cittadini realmente presenti nel campionato. Per Formula Legends si tratta del primo contenuto completamente licenziato, un passaggio non secondario per un progetto che ha costruito la propria identità su una rilettura stilizzata, ma molto attenta, delle grandi stagioni delle corse.
Dal fascino rétro alla precisione elettrica
Formula E: Electric Evolution non si limita ad aggiungere nuove livree o una manciata di auto alternative. L’espansione prova a raccontare dodici anni di evoluzione della Formula E attraverso tre generazioni di monoposto, dalle Gen1 alle Gen2 fino alle Gen3 Evo. Cambiano chassis, accelerazione, decelerazione, comportamento generale e soprattutto la gestione dell’energia, elemento che sposta il ritmo della guida verso una dimensione più ragionata.
È proprio qui che il contenuto trova il suo punto più interessante. Se Formula Legends nel gioco base convinceva per la sua capacità di sintetizzare decenni di motorsport in una forma accessibile e leggibile, questa espansione introduce una disciplina che vive di strategia diversa, meno legata alla nostalgia meccanica e più concentrata su efficienza, tempismo e sfruttamento intelligente della potenza. L’Attack Mode, il Pit Boost, la gestione della batteria giro dopo giro e i weekend double header aggiungono variabili che rendono le gare meno prevedibili, chiedendo al giocatore di pensare non solo alla traiettoria, ma anche al momento giusto per osare.
Sei circuiti cittadini e una licenza che pesa davvero
I nuovi tracciati portano in pista Miami, Berlino, Tokyo, Londra, São Paulo e Shanghai, con sei circuiti pensati per valorizzare il carattere urbano della Formula E. Dalle ampie curve e dai rettilinei del Tempelhof berlinese fino alla particolare natura indoor/outdoor dell’E-Prix di Londra, la selezione sembra studiata per offrire situazioni diverse, mantenendo sempre quella sensazione di competizione compressa tra muri, cordoli e spazi cittadini che definisce la categoria.
Sul fronte dei contenuti, l’espansione include team come Andretti Formula E, Citroën Racing, Cupra Kiro, DS Penske, Envision Racing, Jaguar TCS Racing, Lola Yamaha ABT Formula E Team, Mahindra Racing, Nissan Formula E Team e Porsche Formula E Team, con piloti, sponsor e livree ufficiali. La presenza della licenza non è quindi un semplice ornamento, ma un elemento che rafforza la credibilità dell’intero pacchetto e lo rende più interessante anche per chi segue il campionato reale.
L’integrazione in Carriera, Gara Veloce e Prove a Tempo permette inoltre di assorbire il nuovo contenuto dentro la struttura già esistente, senza relegarlo a una modalità isolata. È una scelta importante, perché Formula E: Electric Evolution funziona meglio quando viene percepito come un’estensione naturale dell’idea di Formula Legends: non un’aggiunta laterale, ma un nuovo capitolo della sua enciclopedia automobilistica giocabile. In attesa dell’arrivo sulle piattaforme Nintendo, il DLC porta nel titolo di 3DClouds una disciplina meno rumorosa ma non meno intensa, dove il futuro delle corse passa da precisione, energia e capacità di leggere la gara prima ancora della curva successiva.















