Frankie e le creature dimenticate arriverà nelle sale italiane dal 15 ottobre, distribuito da Vertice 360. Diretto da Steve Hudson, il lungometraggio d’animazione realizzato tra Germania e Lussemburgo nel 2025 prende spunto dalla serie di libri per ragazzi TestaCucita (Stitch Head) di Guy Bass e trasforma l’immaginario di Frankenstein in una storia per tutta la famiglia, popolata da mostri improbabili, invenzioni fuori controllo e atmosfere gotiche alleggerite da una forte componente comica.
Al centro della vicenda c’è Frankie Testa Cucita, prima creazione di un eccentrico Professore ormai troppo occupato a inventare nuove creature per ricordarsi di lui. Timido, premuroso e decisamente più responsabile del proprio creatore, Frankie mantiene in ordine il castello e si occupa dei suoi strampalati abitanti, cercando soprattutto di evitare incidenti capaci di scatenare l’ira degli umani del vicino paese. La sua routine cambia con l’arrivo di Fulgenzio Trovamostri, impresario di uno spettacolo itinerante che vede nel piccolo mostro l’attrazione perfetta e gli offre ciò che sembra essergli sempre mancato: attenzione, successo e affetto.
Un piccolo mostro alla ricerca del proprio posto nel mondo
La promessa di essere finalmente riconosciuto convince Frankie ad abbandonare il castello e gli amici di cui si è sempre preso cura. Il viaggio gli permette però di scoprire progressivamente la differenza tra essere osservati ed essere davvero amati, mentre fama e popolarità iniziano a mostrare un lato molto meno rassicurante. Sotto le gag e le disavventure, Frankie e le creature dimenticate costruisce così un racconto sul bisogno di accettazione e sulla difficoltà di riconoscere il valore dei legami già presenti nella propria vita.
Il riferimento a Frankenstein viene utilizzato in una chiave molto diversa rispetto alle reinterpretazioni più cupe del celebre mito, come L’impero dei cadaveri, che intrecciava l’opera di Mary Shelley a un immaginario fantascientifico e investigativo. Qui la creatura non è una minaccia, ma un outsider gentile che deve imparare a considerare la propria diversità non come un difetto da nascondere, bensì come parte essenziale della propria identità.
Dai libri di Guy Bass al grande schermo
Il film nasce dalla serie per ragazzi di Guy Bass, autore britannico che ha costruito attorno a Stitch Head un universo di creature eccentriche e umorismo nero accessibile ai più giovani. L’edizione italiana dei libri, pubblicata da Rizzoli con il titolo TestaCucita, tornerà in libreria in concomitanza con l’uscita cinematografica attraverso una nuova fascetta ispirata al poster del film. Il passaggio dalla letteratura per ragazzi all’animazione segue così una strada già percorsa da numerose produzioni, comprese opere come The Klutzy Witch, anch’essa nata da una serie di libri destinata a un pubblico giovane.
La dimensione fantastica serve soprattutto a raccontare un’esperienza molto concreta: la sensazione di non essere visti e la tentazione di cercare altrove la conferma del proprio valore. Nel percorso di Frankie, il castello popolato di mostri finisce quindi per assumere il significato di una casa prima ancora che il protagonista riesca a riconoscerla come tale. Una linea emotiva che avvicina il film ad altre avventure familiari tratte dalla narrativa per ragazzi, come Sayonara, Tyranno, utilizzando creature fantastiche e comicità per parlare ai più piccoli di amicizia, diversità e appartenenza.















