Sunao Katabuchi è tornato con un nuovo progetto breve ma dal profilo immediatamente riconoscibile. Il sito ufficiale di Fukufuku no Chizu ha infatti pubblicato in streaming il nuovo anime short diretto dal regista, presentato come secondo “brand movie” del magazine locale Fukushima Map e mostrato per la prima volta in anteprima il 5 marzo al Forum Fukushima 5. Il corto racconta la storia di Sophie, filosofa francese che visita per la prima volta Fukushima per il matrimonio di un’amica e, dopo essersi smarrita, finisce per seguire un misterioso “amico” e una mappa in un percorso fatto di deviazioni e scoperte.
L’idea al centro dell’opera è quella di trasformare il territorio in racconto culturale. Tappa dopo tappa, Sophie comprende infatti che tutto ciò che incontra a Fukushima è “cultura”, qualcosa creato da qualcuno e tramandato nel tempo. È una premessa che colloca Fukufuku no Chizu in un punto d’incontro tra promozione territoriale, sensibilità umanistica e osservazione del quotidiano, tre dimensioni che Katabuchi ha già dimostrato in passato di saper trattare con particolare misura.
Un nuovo lavoro con lo spirito della squadra di In questo angolo di mondo
Uno degli aspetti più interessanti del corto è proprio la sua continuità creativa con In questo angolo di mondo. Katabuchi non si è limitato alla regia, ma ha scritto anche la sceneggiatura del film breve presso CONTRAIL, ritrovando lungo il percorso alcuni collaboratori legati al suo lavoro più celebrato. Tra questi figurano Chie Uratani come assistant director, Fumiyo Kōno per i design originali dei personaggi e kotringo per la musica, mentre Izumi Seguchi firma character design e direzione dell’animazione.
Il richiamo a In questo angolo di mondo ha un peso particolare anche per il pubblico italiano, perché il film del 2016 di Katabuchi è arrivato ufficialmente anche nelle sale del nostro Paese con il titolo In questo angolo di mondo, distribuito il 19 settembre 2017. Quel successo aveva consolidato in modo netto il nome del regista anche fuori dal Giappone, facendo emergere una poetica capace di intrecciare memoria, storia e delicatezza del dettaglio.
Fukushima, memoria e continuità nel percorso di Katabuchi
Il nuovo corto si inserisce inoltre in un rapporto ormai consolidato tra Katabuchi e le aree colpite dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Il regista è stato coinvolto in iniziative legate a quei territori anche in passato, tra cui il progetto musicale di supporto alla ricostruzione Hana wa Saku per NHK. In questo senso, Fukufuku no Chizu non appare come un’incursione occasionale, ma come parte di una sensibilità già maturata negli anni verso la memoria dei luoghi e il valore umano della continuità culturale.
Nel suo insieme, il corto sembra quindi muoversi in una direzione molto coerente con l’autore: uno sguardo attento ai territori, alle persone e a ciò che resta invisibile finché qualcuno non si ferma davvero a osservare. Dopo opere come Black Lagoon, Mai Mai Miracle e soprattutto In questo angolo di mondo, Katabuchi torna così con un lavoro breve ma denso, che usa la forma promozionale per continuare a riflettere su paesaggio, trasmissione e identità.
Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.













