Prima che Akira diventasse uno dei film simbolo dell’animazione giapponese, il progetto avrebbe potuto prendere una strada molto diversa e passare dalle mani di Gainax. A raccontarlo è Hiroaki Inoue, produttore ed ex vicepresidente dello studio, che in una recente intervista concessa a GameBiz ha ricordato come Katsuhiro Ōtomo si fosse recato personalmente presso Gainax per discutere la possibilità di affidargli un adattamento animato del suo manga. La proposta non arrivò però alla produzione: secondo Inoue furono Toshio Okada e Hiroyuki Yamaga a rifiutarla, perdendo così l’occasione di associare il giovane studio a quella che pochi anni più tardi sarebbe diventata una delle opere più influenti dell’animazione mondiale.
La ricostruzione arriva da una figura che visse dall’interno la prima fase della storia di Gainax. Inoue, oggi rappresentante della società di produzione Oniro e in seguito produttore di opere come Perfect Blue e dell’antologia Memories, entrò nello studio quando gran parte dei suoi membri proveniva ancora direttamente dall’ambiente universitario e non possedeva una vera esperienza nell’industria dell’animazione. Il suo compito fu anche quello di creare un ponte tra quella cultura otaku fortemente creativa e le necessità economiche e produttive delle aziende tradizionali, occupandosi dei rapporti commerciali e contribuendo, tra le altre cose, a ottenere un importante accordo con Bandai. Gainax sarebbe poi diventata uno degli studi più rappresentativi dell’animazione degli anni Ottanta e Novanta, prima della definitiva dissoluzione arrivata al termine della procedura di bancarotta.
Ōtomo avrebbe portato Akira direttamente a Gainax
Secondo il racconto di Inoue, i rapporti costruiti nell’industria lo portarono anche a conoscere Katsuhiro Ōtomo, che a un certo punto raggiunse personalmente Gainax con la proposta di lavorare a Akira. L’ex vicepresidente ha ricordato che esistevano discussioni concrete attorno al progetto, ma che Okada e Yamaga finirono per respingerlo. Inoue ha aggiunto una possibile spiegazione, precisando però che si tratta soltanto di una sua interpretazione: la presenza di un autore già affermato e fortemente coinvolto come Ōtomo avrebbe potuto ridimensionare il ruolo creativo di Yamaga all’interno della produzione.
Il progetto prese quindi un’altra direzione e l’adattamento cinematografico venne realizzato da Tokyo Movie Shinsha, con lo stesso Ōtomo alla regia. Akira uscì nei cinema giapponesi nel 1988 e divenne rapidamente uno dei titoli fondamentali per la diffusione internazionale dell’animazione nipponica, contribuendo a definire l’immaginario cyberpunk ben oltre i confini del Giappone. La carriera di Ōtomo avrebbe continuato a muoversi tra manga, cinema, illustrazione e sperimentazione visiva, mentre il film di Akira sarebbe rimasto uno dei riferimenti centrali del suo percorso. In Italia il manga è pubblicato da Planet Manga, mentre l’edizione italiana del lungometraggio è curata da Dynit, che negli anni lo ha riportato più volte anche nelle sale cinematografiche e in home video.
Un Akira firmato Gainax resta uno dei grandi “e se” dell’animazione giapponese
Il racconto di Inoue assume un peso particolare considerando chi faceva parte della Gainax di quegli anni. Lo studio sarebbe diventato la casa di talenti come Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Yoshiyuki Sadamoto, prima di legare definitivamente il proprio nome a opere come Nadia – Il mistero della pietra azzurra e soprattutto Neon Genesis Evangelion. Anno avrebbe poi lasciato Gainax per fondare Khara e proseguire autonomamente il proprio percorso creativo, ma l’idea che quel gruppo di giovani animatori potesse confrontarsi con il mondo di Neo-Tokyo anni prima dell’esplosione di Evangelion apre inevitabilmente uno degli scenari alternativi più intriganti della storia dello studio.
Naturalmente non è possibile sapere quale forma avrebbe assunto Akira nelle mani di Gainax né quanto Ōtomo avrebbe mantenuto il controllo creativo sull’operazione. Il film effettivamente realizzato resta una produzione profondamente legata alla visione del suo autore, dalla regia alla costruzione visiva di Neo-Tokyo, e il suo ritorno nelle sale in formato 4K per il 35º anniversario ha ribadito quanto quell’impatto sia rimasto intatto nel tempo. La testimonianza di Inoue aggiunge però un tassello sorprendente alla storia dell’animazione giapponese: prima di diventare il film che tutti conoscono, Akira passò abbastanza vicino a Gainax da permettere ancora oggi di immaginare quanto diversa avrebbe potuto essere quella Neo-Tokyo.
Fonti consultate: Automaton West.













