Un nuovo omaggio alla grande tradizione dei robot giapponesi prende forma sul web grazie alla passione e alla creatività di Giuseppe Mastroianni, autore del breve video di animazione intitolato Super Robot Taisen: The Last Mile to Paradise, che intreccia alcune delle più celebri saghe mecha in una sorta di crossover ideale. Il progetto, realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e un intenso lavoro di montaggio, rilegge personaggi e scenari appartenenti a universi narrativi differenti, proponendo un immaginario condiviso che richiama apertamente lo spirito delle celebri battaglie strategiche di Super Robot Taisen.
Un crossover tra super robot e real robot
Il cortometraggio nasce da una riflessione personale dell’autore sulle affinità tematiche tra alcune opere cardine dell’animazione giapponese. In particolare, Mastroianni ha osservato come Getter Robot: The Last Day presenti numerosi elementi concettuali in comune con Neon Genesis Evangelion, soprattutto nella complessità dei temi e nella presenza di figure autoritarie guidate da piani segreti. Da questa suggestione nasce l’idea di un personaggio capace di fondere le caratteristiche del professor Saotome e di Gendō Ikari, immaginando uno scenario alternativo in cui un piano simile al Progetto per il Perfezionamento dell’Umanità venga concepito per impedire ai raggi Getter di dominare il futuro dell’umanità.
In questo contesto narrativo, figure iconiche come Ryoma Nagare mantengono il proprio carattere indomabile e la sete di vendetta che li contraddistingue, mentre l’intero cast viene reinterpretato con nuove uniformi ispirate allo stile di Neon Genesis Evangelion. Tutti i protagonisti operano sotto l’egida dell’U.N. Spacy, la celebre organizzazione militare proveniente dall’universo di Macross, creando così un ponte ideale tra diverse epoche e filoni del genere mecha.
Robot reinventati e una nuova guerra per la Terra
Il video propone anche reinterpretazioni originali di alcuni dei robot più celebri dell’animazione giapponese. Tra questi compare una versione inedita di Mazinkaiser, ribattezzata Mazinkaiser SC e dotata di uno Scrander integrato, insieme al curioso Brave Rahxephon, fusione concettuale tra RahXephon e Reideen. Accanto a loro compaiono anche macchine provenienti dal filone dei real robot, come il Gundam Wing Fenice e il Mobile Suit Leo, inseriti in una battaglia che fonde estetiche e tradizioni differenti del genere.
La storia immaginata dall’autore si svolge quindici anni dopo l’assassinio di Gendō Saotome, figura a capo del NERV-Saotome Institute. In una Tokyo devastata, le forze dell’UNS combattono nell’“Area 11” contro un’invasione di Mass Produced Eva, mentre unità militari e velivoli da combattimento tentano di resistere fino all’arrivo di un’armata di super robot composta da Shin Getter Dragon, Gundam Wing Fenice, Brave Rahxephon e Mazinkaiser SC.
La situazione appare disperata: il misterioso Chirico Cuvie sembra infatti controllare gli invasori, rendendo lo scontro ancora più enigmatico. Solo Haman Karn, ricercatrice dell’agenzia TERRA, sembra intuire la logica dietro il piano orchestrato anni prima da Saotome e l’ambizione del suo nuovo antagonista.
Il risultato è un breve ma suggestivo tributo alla cultura dei robot giapponesi, capace di evocare lo spirito delle grandi saghe mecha e di immaginare un campo di battaglia in cui super robot e real robot combattono fianco a fianco.











