L’animazione giapponese torna sul grande schermo italiano con un appuntamento a tempo. Ghost Cat Anzu, lungometraggio diretto da Yôko Kuno e Nobuhiro Yamashita, sarà proposto nelle sale come evento speciale nelle giornate del 9, 10 e 11 marzo grazie ad Animagine, la collana cinematografica nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment e dedicata a opere capaci di raccontare la vitalità del panorama anime contemporaneo e del suo passato.
Dopo il passaggio in contesti di primo piano come Cannes e Annecy, il film incontra finalmente il pubblico nazionale con una proposta che unisce sensibilità autoriale, sperimentazione tecnica e un immaginario sospeso tra quotidiano e soprannaturale.
Un bakeneko tra risate e malinconia
Al centro della storia si muove Anzu, gatto fantasma di un tempio in una cittadina rurale non lontana da Tokyo. Sfrontato, rumoroso, incline ai piccoli vizi e dotato di una vitalità sorprendentemente umana, il bakeneko vive integrato nella comunità: lavora quando capita, sperpera alle slot machine e si concede la libertà di attraversare le giornate senza troppe responsabilità.
L’equilibrio cambia con l’arrivo di Karin, undicenne lasciata temporaneamente dal padre presso il nonno monaco. Il compito di occuparsi della ragazza ricade proprio su Anzu, e il rapporto fra i due si accende subito di frizioni. Dietro il desiderio della giovane di tornare a Tokyo si nasconde il bisogno di confrontarsi con il lutto per la madre, un dolore che finirà per trascinare entrambi in un viaggio capace di aprire varchi inattesi, fino a toccare i confini dell’aldilà.
Un’opera particolare nella produzione anime
Prodotto dallo studio giapponese Shin-Ei Animation insieme alla francese Miyu Productions, Ghost Cat Anzu si distingue per l’uso della rotoscopia, tecnica che parte da riprese in live action per poi ridisegnare ogni fotogramma. Il risultato conferisce ai movimenti una qualità tangibile, quasi terrena, che si sposa con una narrazione dove il fantastico irrompe nella normalità con naturalezza.
La pellicola adatta il manga Bakeneko Anzu-chan di Takashi Imashiro, ancora inedito in Italia, e intreccia umorismo e tenerezza in un racconto di formazione che riflette su assenza, crescita e possibilità di creare nuovi legami. L’incontro fra la ruvida ironia del gatto e la vulnerabilità di Karin diventa così il motore emotivo di un’avventura che alterna leggerezza e introspezione.
Per tre giorni soltanto il pubblico potrà lasciarsi accompagnare in questo itinerario tra campagna e metropoli, tra vivi e spiriti, in un’esperienza pensata per chi segue da vicino il linguaggio dell’animazione del Sol Levante e per chi desidera scoprirlo per la prima volta.













