Chi avrebbe potuto immaginare che un uomo, nato a Wajima il 6 settembre 1945, avrebbe potuto influenzare in modo determinante la formazione intellettuale di moltissimi bambini degli anni Settanta e Ottanta (in seguito indicati con l’appellativo di “generazione Goldrake”) distanti migliaia di chilometri dal suo Paese d’origine? Kiyoshi Nagai (永井豪) meglio noto come Go Nagai, forse neppure volendolo, grazie alla sua arte è riuscito nell’impresa.
Per gli allora giovanissimi fruitori dei programmi in bianco e nero di “mamma” RAI, fu una sorta di shock, culturale e di vita, scoprire attraverso le serie animate giapponesi sbarcate in Italia nel 1978 con Atlas UFO Robot Goldrake a fare da apripista, l’esistenza del bene e del male, l’importanza del valore dell’amicizia, del sacrificio, del dolore e l’insulsa violenza della guerra. Insegnamenti questi, quantunque si volesse trovarli sviscerando le (talvolta semplici) trame delle storie ammirate in televisione (e solo in seguito attraverso le tavole delle sue opere), che diedero la possibilità ai tantissimi adolescenti dell’epoca, di porre le basi per un’educazione personale non edulcorata dal Sistema.

Go Nagai ha soprattutto il merito di aver rivoluzionato il mondo della letteratura a fumetti in Giappone, sgretolando il tabù dell’erotismo nel mondo dei manga e creando di fatto il genere “Super Robot”, poi ampliato e perfezionato da numerosi mangaka e animatori che hanno seguito le sue orme.

Quando un autore riesce a incidere in questo modo nelle generazioni successive, non merita altro che la nostra ammirazione.
Grazie Sensei, auguri per i tuoi 72 anni.














