Gost of Time è un progetto che sorprende già dalle premesse: un futuro grottesco in cui persino il tempo è regolamentato dal governo, un anziano che necessita di farmaci e un dispositivo “Time-Clone” che crea cloni sacrificabili per recuperarli. Il giocatore veste i panni del clone, destinato a risolvere enigmi e superare trappole per portare a termine l’impresa.
Il titolo mescola visuale dall’alto, enigmi logici e combattimenti rapidi, richiamando l’estetica di certi indie dallo stile essenziale ma curato. L’idea chiave è la possibilità di collaborare con le proprie versioni passate: ogni volta che si viaggia indietro nel tempo, le azioni appena compiute vengono replicate, creando situazioni sempre più caotiche in cui l’alleato più prezioso può rivelarsi anche il peggior nemico.
Prime impressioni su un puzzle game fuori dagli schemi
Provando Gost of Time colpisce l’originalità del concept: il sistema di clonazione temporale aggiunge uno strato strategico inedito, costringendo a pianificare ogni movimento pensando a come interagirà con le azioni future e passate. L’assurdo umorismo nero e la pixel art volutamente cruda ricordano titoli come Hotline Miami, ma con un approccio più ragionato e legato alla risoluzione di enigmi ambientali.
Ogni livello diventa una piccola sfida logica e d’azione in cui la gestione dei cloni è cruciale per superare trappole, scontri con boss e situazioni al limite del paradosso temporale. L’aggiunta di artefatti da raccogliere e segreti legati all’“Era Antica” promette di arricchire la rigiocabilità, mentre la difficoltà crescente spinge a perfezionare tempismo e precisione.
Il 15 agosto il gioco, già disponibile su PC tramite Steam, debutterà su PlayStation 4 e 5, Xbox One e Series X|S, Nintendo Switch e Microsoft Store grazie al publisher SometimesYou. Una proposta che potrebbe affascinare chi ama i puzzle game con meccaniche sperimentali e un tono volutamente irriverente.














