Da quasi dieci anni Grizzy tenta un’impresa ormai evidentemente superiore alle sue forze: sedersi sul divano e mangiare in pace. Creata da Antoine Rodelet e Josselin Charier e prodotta dallo studio francese Hari, Grizzy e i Lemming è una commedia slapstick in CGI priva di dialoghi, costruita sulla guerra domestica fra un orso pigro, innamorato delle comodità della casa del ranger, e una banda di roditori che considera ogni elettrodomestico un parco divertimenti. Da questa serie, candidata agli International Emmy Awards, nasce Grizzy e i Lemmings – Crazy Party, primo videogioco per console tratto dal cartone: un party game per famiglie sviluppato e pubblicato da Balio Studio, provato su PlayStation 5 e disponibile anche su Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC tramite Steam.
Il modo più semplice per vedere la serie in Italia è Netflix, che propone tutte e quattro le stagioni. In televisione è stata trasmessa anche su Boomerang, Cartoonito, Boing e Cartoon Network, mentre clip e lunghe compilation sono disponibili gratuitamente sui canali YouTube ufficiali di Boomerang Italia e Cartoon Network Italia. La lingua non costituisce un ostacolo: Grizzy, i Lemming e gli oggetti scagliati contro le pareti comunicano benissimo senza parole. Il gioco conserva questa immediatezza e alterna gli eventi di cinque tabelloni a brevi prove di abilità. Da uno a quattro partecipanti raccolgono barattoli di Yummy e si affrontano in sfide basate su riflessi, memoria, osservazione o precisione. I posti liberi vengono occupati da avversari controllati dal sistema, meno vendicativi dei parenti ma anche molto meno rumorosi.

Il regolamento? Prendere lo Yummy e negare tutto
I cinque tabelloni riprendono luoghi riconoscibili della serie, dalla casa del ranger alla fabbrica di Yummy, passando per il sentiero di montagna e due ambientazioni segrete da sbloccare. Ciascuno propone una disposizione e imprevisti differenti, pur senza modificare radicalmente la struttura delle partite. Gli obiettivi si comprendono in pochi istanti e l’azione riparte prima che il giocatore più giovane della stanza possa chiedere dove sia finito il telecomando. Gli eventi casuali possono ribaltare una classifica ben avviata, perciò l’abilità conta ma non concede immunità diplomatica. Chi perde può sempre accusare il tabellone, il cugino o un non meglio precisato complotto dell’industria dolciaria.
Questa quota di fortuna funziona finché la serata cerca risate più che una graduatoria scientificamente incontestabile. Le prove consentono ai giocatori più bravi di recuperare terreno, mentre caselle e sorprese mantengono in corsa anche chi impugna il controller come se fosse un tostapane. Le sei modalità aiutano ad adattare durata e intensità al gruppo, evitando di imporre sempre una maratona completa. Manca però un multiplayer online nativo: su PlayStation 5 si gioca tutti nella stessa stanza, un controller a testa. Per famiglie e serate sul divano è una scelta coerente; per amici lontani è una porta chiusa, per giunta senza un Lemming incaricato di sfondarla.

Cinquanta modi per rovinare un’amicizia
Al centro del pacchetto ci sono cinquanta minigiochi. In uno si avanza verso lo Yummy soltanto quando Grizzy volta le spalle, in un altro si abbatte un castello lanciando i Lemming; altrove si derapa su kart, si riportano galline poco collaborative nel recinto o si usa un povero roditore come attrezzo balistico. Ogni prova si apre con immagini e icone dei tasti, senza spiegazioni prolisse. L’approccio rispetta la comicità muta del cartone e permette anche a bambini e giocatori occasionali di entrare subito in partita. La regola viene mostrata, parte il conto alla rovescia e pochi secondi dopo qualcuno urla che non aveva capito: il rito universale dei party game è salvo.
I cinquanta minigiochi non mantengono tutti lo stesso livello. I migliori combinano un comando elementare, un obiettivo evidente e abbastanza interferenze da generare incidenti memorabili. Quelli meno riusciti spiegano male un dettaglio o lasciano che la confusione pesi troppo sul risultato, trasformando la sconfitta in una domanda anziché in una risata. Anche la precisione dei comandi varia da un’attività all’altra. La quantità e la rotazione fanno però sì che le idee più deboli tornino di rado, mentre il catalogo alterna bene gare, memoria, mira e sopravvivenza. In compagnia, una prova mediocre dura il tempo necessario per eleggere un colpevole e passare alla successiva.

Divano obbligatorio, casco consigliato
La fedeltà alla serie si vede soprattutto nel movimento. I Lemming saltano, rimbalzano e si schiantano con la stessa elasticità del cartone animato; Grizzy reagisce al disastro con la pazienza di chi sta valutando seriamente un monolocale su Marte. Colori accesi, interfaccia semplice e animazioni esagerate ricreano bene l’energia della serie, benché il livello di dettaglio e la ricchezza degli ambienti restino lontani dai party game più sontuosi. Su PlayStation 5 le partite scorrono senza particolari affanni, ma l’hardware non viene certo convocato a una riunione d’emergenza. Le musiche riprese dal cartone completano il quadro; dopo molte manche, gli adulti potrebbero iniziare a sentirle anche a console spenta.
La macchina dei premi aggiunge un motivo per continuare: giocando si sbloccano quaranta Lemming e centocinquanta adesivi. Sono ricompense cosmetiche, prive di effetti sull’equilibrio, ma funzionano con il pubblico più giovane e alimentano la voglia di completare la collezione. La modalità per un solo giocatore permette di affrontare ogni attività contro avversari gestiti dal sistema, tuttavia il divertimento si sgonfia rapidamente senza persone vere da accusare. L’intelligenza artificiale occupa i posti liberi e consente comunque di provare tabelloni e minigiochi; non ride, non protesta e soprattutto non ricorderà a Natale quella volta in cui le avete sottratto lo Yummy all’ultimo secondo. Evidente difetto tecnologico.
La longevità dipende quindi molto dalla composizione del salotto. Per le famiglie con bambini appassionati della serie e i gruppi che preferiscono regole immediate, i cinquanta minigiochi e le diverse durate previste dalle sei modalità offrono una discreta varietà. Un pubblico adulto in cerca di maggiore profondità competitiva noterà presto la semplicità dei tabelloni, la discontinuità di alcuni minigiochi e l’assenza dell’online. Grizzy e i Lemmings – Crazy Party rende bene il caos innocuo del cartone e lo traduce in un party game accessibile, allegro e abbastanza vario da sostenere numerose serate. Pretende però la risorsa più rara dell’intero pacchetto: altre tre persone, tre controller e nessuno che dica “facciamo qualcosa di tranquillo”.













