La prima immagine che accoglie il giocatore è quella di un regno minacciato da un’avanzata inesorabile, osservato dall’alto come in un antico manoscritto tattico. In questo scenario essenziale prende forma Heroes Battle Awakening, sviluppato da Josep Monzonis Hernandez e pubblicato da Eastasiasoft, disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox Series X|S. L’opera si presenta come un tower defence a cinque corsie, costruito su un’impostazione volutamente compatta e su un ritmo decisionale continuo. Trattandosi della reinterpretazione moderna di un progetto già sperimentato dall’autore, il titolo conserva una struttura lineare che privilegia la leggibilità e la rapidità d’esecuzione rispetto alla complessità sistemica.
Una struttura rigorosa che punta sulla chiarezza
L’impianto di Heroes Battle Awakening si fonda su una griglia fissa, suddivisa in cinque corsie lungo le quali avanzano ondate di nemici. L’assenza di percorsi intricati, mappe estese o variabili ambientali permette al giocatore di concentrarsi esclusivamente sul posizionamento delle unità e sulla gestione delle risorse. Questa scelta, apparentemente minimale, si rivela invece un punto di forza: la leggibilità dell’azione è immediata, e ogni elemento sullo schermo comunica con precisione il proprio ruolo. L’esperienza assume così i contorni di un puzzle tattico, in cui ogni decisione deve essere presa con rapidità e consapevolezza.
La raccolta manuale delle monete, che cadono sul campo durante lo scontro, introduce un elemento di coinvolgimento costante. Non ci si limita a schierare difese e attendere l’esito delle ondate: si è chiamati a mantenere un equilibrio tra economia e protezione, valutando se investire subito in un’unità da mischia, puntare su un attaccante a distanza o potenziare la produzione di oro per prepararsi alle fasi più avanzate. Questo sistema, semplice ma efficace, scandisce il ritmo di ogni livello e impedisce alla partita di scivolare nella passività tipica di alcuni esponenti del genere.
Unità leggibili, ruoli definiti
Il ventaglio di unità disponibili non è ampio, ma risulta costruito con attenzione. Ogni creatura o struttura possiede una funzione chiara: i combattenti ravvicinati bloccano l’avanzata, gli attaccanti a distanza forniscono supporto costante, mentre le unità dedicate alla produzione di oro rappresentano l’asse economico su cui si regge l’intera strategia. Questa chiarezza progettuale consente di comprendere rapidamente le sinergie e di adattarsi alle diverse minacce, che spaziano da semplici soldati scheletro a orchi più resistenti, fino a stregoni volanti capaci di mettere in crisi le difese meno bilanciate.
Il feedback offerto dal gioco è immediato: quando una corsia cede, il motivo è quasi sempre evidente. Una scelta economica troppo ambiziosa, un posizionamento tardivo, una sottovalutazione delle unità aeree. La struttura invita a riprovare, a correggere l’errore e a perfezionare la disposizione delle truppe. In questo senso, la curva di apprendimento risulta equilibrata e gratificante, sostenuta da un ciclo di tentativi e miglioramenti che valorizza la capacità di lettura del giocatore.
Quaranta livelli tra coerenza e ripetizione
La campagna di Heroes Battle Awakening si articola in quattro capitoli tematici, ciascuno composto da dieci livelli. Le variazioni estetiche tra un capitolo e l’altro contribuiscono a mantenere un minimo di freschezza visiva, ma è soprattutto l’introduzione graduale di nuove tipologie di nemici a definire l’evoluzione della sfida. Le prime fasi consentono un approccio più sperimentale, mentre i livelli avanzati richiedono una gestione più attenta delle risorse e una pianificazione precisa delle priorità.
Tuttavia, la struttura a cinque corsie, pur efficace, limita la varietà complessiva dell’esperienza. Anche quando la pressione aumenta e le ondate si fanno più articolate, il nucleo dell’azione rimane sostanzialmente invariato. L’assenza di un sistema di progressione a lungo termine, come alberi delle abilità o potenziamenti permanenti, riduce ulteriormente la profondità strategica e può attenuare la motivazione a rigiocare i livelli una volta completati. Il titolo si affida dunque alla solidità del suo loop centrale, che rimane coerente e ben calibrato, ma rischia di risultare ripetitivo per chi cerca una maggiore evoluzione meccanica.
Sul piano estetico, il gioco adotta uno stile colorato e leggibile, con animazioni semplici ma funzionali alla chiarezza dell’azione. L’audio accompagna con discrezione, senza ambizioni particolari, ma senza neppure interferire con la concentrazione richiesta dalle fasi più concitate. È una presentazione sobria, coerente con l’impostazione generale dell’opera.
















