Aveva ancora i guanti consumati dall’ultimo combattimento, eppure sorrideva. Gon guardava i suoi compagni da lontano, mentre il vento agitava le fronde degli alberi nel giardino dei Cacciatori. Aveva affrontato nemici che piegavano la materia col pensiero, sfidato tornei clandestini, attraversato deserti e incubi. Ma ora, con un colpo secco, era di nuovo pronto a combattere. Non per salvare il mondo. Solo per il piacere di farlo. Hunter x Hunter: Nen x Impact, disponibile su PlayStation 5, Nintendo Switch e PC tramite Steam, è un titolo che si nutre di questa stessa tensione elettrica, oscillando tra nostalgia e frenesia, e cercando nella memoria dell’opera originale il carburante per uno spettacolo esplosivo, seppur imperfetto.
Vecchi riflessi, nuove regole
Sviluppato da Eighting con il supporto produttivo di Bushiroad e Arc System Works, Hunter x Hunter: Nen x Impact è il primo picchiaduro a squadre tratto direttamente dal celebre manga di Yoshihiro Togashi. La struttura proposta è quella del 3 contro 3, con rotazione dei personaggi, sinergie di squadra e un sistema di combattimento costruito attorno alla gestione del Nen, la misteriosa energia spirituale che definisce l’universo narrativo della serie.
Le meccaniche core poggiano su un sistema di combo accessibili ma tecnicamente espandibili: tenendo premuto il tasto Rush e premendo ripetutamente quello d’attacco, è possibile concatenare sequenze anche spettacolari, mentre l’uso strategico della “posizione Nen” consente di interrompere animazioni, rompere difese e lanciare l’avversario in aria, dando il via a giostre acrobatiche che ricordano il glorioso Marvel vs. Capcom 3. Non è un caso: lo stesso studio Eighting aveva messo mano a quel progetto nel 2011, e molte soluzioni sembrano oggi riprese, a partire dalla velocità del gameplay e dalla centralità delle combo aeree.
La libertà concessa nell’esecuzione di attacchi, cancellazioni e sostituzioni rapide rende ogni match imprevedibile. Tuttavia, il rovescio della medaglia è un evidente sbilanciamento tra personaggi e una certa deriva caotica, soprattutto online, dove gli autocombo possono facilmente determinare l’esito di uno scontro. I veterani troveranno terreno fertile per sperimentare; i neofiti, invece, rischiano di essere travolti da meccaniche non sempre intuitive.
Un’arena graficamente datata
Se il sistema di combattimento diverte, è sul fronte tecnico che Hunter x Hunter: Nen x Impact mostra i segni di una produzione contenuta. I modelli dei personaggi sono chiari ma poco dettagliati, e l’interfaccia utente denuncia uno stile visivo che avrebbe potuto essere all’avanguardia… quindici anni fa. L’assenza di rifiniture si estende anche al comparto audio, con tracce ridondanti e doppiaggi disponibili sia in lingua giapponese che inglese, che, pur riprendendo le voci originali per alcuni personaggi, non riescono sempre a conferire la giusta intensità drammatica alle scene. Di ottima qualità, invece, la localizzazione testuale: tutti i testi su schermo sono perfettamente tradotti in italiano, con una cura che valorizza dialoghi e spiegazioni senza sbavature.
Il comparto online è purtroppo la delusione più cocente. Il netcode appare instabile, con latenze che spesso compromettono l’esperienza, rendendo difficile anche il semplice timing di una parata. Se si considera la crescente attenzione al rollback netcode nella scena competitiva moderna, questa mancanza risulta anacronistica. In compenso, le modalità offline – che includono arcade, sfide combo e tornei locali – garantiscono divertimento, specialmente in sessioni a due sul divano.
Un viaggio nel ricordo (ma non troppo)
La Modalità Storia, che avrebbe potuto essere la colonna portante del coinvolgimento narrativo, si riduce invece a una sequenza di duelli uno contro uno inframmezzati da schermate statiche. La scelta di affidare la narrazione a diapositive testuali, anziché sequenze animate, spezza qualsiasi tensione emotiva. Peggio ancora, alcune battaglie iconiche dell’anime – come quella tra Gon e Pitou – sono assenti, forse riservate a futuri DLC. È una soluzione comprensibile dal punto di vista commerciale, ma che lascia un senso di incompiutezza.
Il roster iniziale include 16 personaggi, da Gon, Killua e Leorio a figure più complesse come Chrollo, Machi, Hisoka e Razor. La varietà di stili di combattimento è ben curata: ci sono combattenti a distanza, colossi lenti ma devastanti, e agili trickster in grado di spezzare i ritmi dell’avversario. Il lavoro di adattamento sul piano ludico rispetta in buona parte le identità della serie, anche se la loro resa estetica lascia talvolta a desiderare.
Chi conosce l’universo di Hunter x Hunter troverà in Hunter x Hunter: Nen x Impact una celebrazione visiva dei personaggi e delle tecniche più iconiche, ma difficilmente ne riconoscerà la profondità emotiva e narrativa che ha reso celebre l’opera di Togashi. La modalità Storia, priva di slancio drammaturgico, si limita a un omaggio frammentato e privo di anima. Eppure, come picchiaduro arcade, il titolo sa intrattenere: il ritmo serrato degli scontri, la varietà negli stili di combattimento e l’equilibrio tra immediatezza e tecnica lo rendono ideale per sessioni competitive tra amici. Resta, però, la sensazione persistente di un’occasione mancata: con un budget più generoso e un progetto più ambizioso, Nen x Impact avrebbe potuto aspirare a essere non solo un gioco solido, ma il punto di riferimento videoludico per uno dei più grandi shōnen degli ultimi decenni.
















