I racconti del giardino incantato arriverà nei cinema italiani dall’8 ottobre, distribuito da Trent Film in collaborazione con Cinema dei Piccoli. Diretto da Patrik Pašš Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup e Leon Vidmar, il lungometraggio nasce da una coproduzione tra Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Francia e utilizza l’animazione in stop-motion per raccontare una storia che parte da una perdita familiare e trova nelle fiabe un modo per ricucire ciò che resta.
Al centro del film ci sono Tom, Susan e Derek, tre bambini che tornano nella casa del nonno dopo la morte della nonna. L’ambiente che ricordavano pieno di calore e racconti appare improvvisamente svuotato, finché Susan decide di raccogliere l’eredità narrativa della donna e comincia a inventare nuove storie. Da quel momento realtà e fantasia iniziano a sovrapporsi, dando vita a un gatto enigmatico, un mostro molto meno minaccioso del previsto e un audace uomo volante.
Le storie diventano un modo per affrontare la perdita
Liberamente tratto dall’opera dello scrittore e drammaturgo ceco Arnošt Goldflam, I racconti del giardino incantato utilizza la struttura del racconto nel racconto per affrontare temi come lutto, paura, memoria e rapporto tra generazioni. Le avventure immaginate da Susan non funzionano quindi come semplici parentesi fantastiche, ma riflettono le emozioni della famiglia e permettono ai personaggi di dare forma a sentimenti che nella quotidianità risultano più difficili da esprimere.
L’impostazione avvicina il film ad altre produzioni animate per famiglie che utilizzano mondi fantastici per parlare di esperienze molto concrete. È una direzione che caratterizza anche Frankie e le creature dimenticate, atteso nelle sale italiane pochi giorni dopo, seppure con registri e tecniche differenti. Qui il tono rimane più sospeso e malinconico, costruendo attorno ai bambini un universo nel quale l’immaginazione non cancella l’assenza, ma rende possibile conviverci.
Quasi dieci anni di lavoro per un film in stop-motion
Il progetto è stato sviluppato nell’arco di quasi dieci anni e riunisce quattro registi provenienti da altrettanti contesti produttivi. La scelta della stop-motion dà concretezza ai personaggi e agli ambienti, inserendo I racconti del giardino incantato in una tradizione artigianale che continua a trovare nuove forme anche nell’animazione contemporanea. Sullo stesso terreno tecnico, Shaun, Vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A. conferma quanto questa tecnica continui a mantenere una forte presenza sul grande schermo.
Il film ha iniziato il proprio percorso internazionale con la presentazione alla Berlinale 2025, per poi ottenere candidature agli European Film Awards nelle categorie Miglior Film e Miglior Film d’animazione. In Italia ha ricevuto l’ECFA Special Award come Miglior Film Europeo per bambini al Giffoni Film Festival e, a Cartoons on the Bay 2026, i riconoscimenti per Miglior Film Animato e Miglior Regia. Un percorso festivaliero che precede ora l’arrivo nelle sale e che si inserisce in una stagione particolarmente ricca per l’animazione cinematografica, dopo titoli come A New Dawn, anch’esso costruito attorno a memoria, perdita e legami familiari.















