Atari e Strictly Limited aprono una nuova collaborazione editoriale dedicata alla conservazione del patrimonio videoludico, scegliendo I, Robot come primo titolo del progetto. La reinterpretazione firmata da Jeff Minter dell’omonimo arcade Atari del 1984 è disponibile in edizione fisica Strictly Limited per PlayStation 5, con manuale stampato e una tiratura limitata a 1.000 copie numerate singolarmente.
L’iniziativa nasce dall’incontro tra due identità molto precise: da una parte Atari, nome fondativo della storia arcade e dei primi decenni dell’industria videoludica; dall’altra Strictly Limited, specializzata in edizioni fisiche premium per piattaforme moderne. L’obiettivo dichiarato è dare nuova forma a classici e riletture contemporanee, preservando opere legate alla memoria del medium e rendendole al tempo stesso oggetti tangibili per collezionisti e nuove generazioni di giocatori.
Un arcade raro riletto attraverso lo stile di Jeff Minter
I, Robot nasce come reinterpretazione di uno dei cabinati più particolari e meno comuni prodotti da Atari negli anni Ottanta. Jeff Minter lo ricostruisce da zero secondo la sensibilità di Llamasoft, fatta di colori accesi, forme geometriche, suoni stratificati e un gusto quasi lisergico per il movimento nello spazio. Non si tratta quindi di un semplice recupero filologico, ma di una nuova versione che parte da un’idea arcade storica per trasformarla in un’esperienza più contemporanea e riconoscibilmente minteriana.
La premessa resta immediata: si controlla un robot dalla testa bovina impegnato a sfuggire a un occhio onnipresente. In ogni livello bisogna muoversi su una serie di tessere, modificarle e procedere verso l’uscita, evitando però di saltare quando l’occhio sta osservando. Una disattenzione basta per essere eliminati all’istante. Superata la sezione principale, il gioco cambia ritmo e porta il giocatore in fasi bonus in stile tube-shooter, dove si corre attraverso tunnel tridimensionali colpendo forme nemiche lungo il percorso.
Tra piattaforme, sparatutto e visuali caleidoscopiche
La nuova versione di I, Robot include 55 livelli, alternando sezioni basate sul movimento sulle tessere, arene e stage bonus più vicini allo sparatutto. L’impianto rimane fedele a una logica arcade pura, fatta di regole semplici, lettura rapida dello spazio e perfezionamento progressivo, ma viene immerso in una presentazione audiovisiva più ricca, dominata da effetti visivi caleidoscopici e da una musica procedurale che cresce in base ai risultati del giocatore.
La componente sonora e visiva ha un ruolo centrale, come spesso accade nelle opere di Minter. L’azione non vive soltanto di punteggio e precisione, ma anche di una sensazione di accumulo sensoriale: più si avanza, più il gioco si accende, si stratifica e trasforma la geometria dell’arcade in un piccolo bombardamento di colori e suoni. Non manca inoltre una modalità pensata per giocare liberamente con gli elementi audiovisivi, quasi a trasformare I, Robot in un laboratorio interattivo nello stile dell’autore.
Con questa edizione per PlayStation 5, la collaborazione tra Atari e Strictly Limited parte da un titolo perfetto per dichiararne le intenzioni. I, Robot non è soltanto un nome storico da riportare in circolazione, ma un oggetto strano, raro e profondamente legato all’idea di sperimentazione arcade. Affidarlo alla sensibilità di Jeff Minter e racchiuderlo in una tiratura fisica limitata significa celebrare una parte meno ovvia della memoria videoludica: quella fatta di idee eccentriche, macchine insolite e giochi che sembrano arrivare da un futuro immaginato quarant’anni fa.















