L’industria dell’animazione giapponese continua a correre, ma lo fa con un baricentro sempre più spostato oltre i confini nazionali. Il rapporto annuale diffuso dall’Association of Japanese Animations fotografa un settore in piena espansione, con numeri che certificano un aumento significativo del valore complessivo e, soprattutto, una progressiva centralità del pubblico globale.
Ricavi mai così alti
Secondo i dati raccolti nel corso del 2024, il mercato ha registrato una crescita del 114,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 3,84 trilioni di yen e fissando un nuovo primato storico. Si tratta di uno degli incrementi più marcati mai osservati, secondo solo all’impennata registrata nel 2019. La traiettoria di lungo periodo appare altrettanto evidente: rispetto al 2015 il giro d’affari risulta raddoppiato, mentre se si guarda ai primi anni Duemila l’industria vale oggi circa tre volte e mezzo.
Mantenendo un ritmo simile, le stime indicano che il 2025 potrebbe superare la soglia dei 4 trilioni di yen, confermando una fase di consolidamento che vede l’animazione nipponica come uno dei prodotti culturali più influenti e richiesti al mondo.
L’estero traina l’espansione
A sorprendere è soprattutto la velocità con cui crescono i ricavi provenienti dai mercati internazionali. L’incremento su base annua è del 126%, con un’accelerazione evidente a partire dal 2022. Un risultato legato alla diffusione planetaria delle opere attraverso le piattaforme di streaming, che hanno reso l’accesso immediato e capillare anche in territori tradizionalmente meno esposti.
Oggi l’estero rappresenta il 56,5% del valore totale del comparto e supera il mercato interno di quasi 500 miliardi di yen. Un margine che si è ampliato in maniera sensibile rispetto all’anno precedente, segnale di un equilibrio ormai mutato in modo strutturale.
La tendenza sembra aver prodotto effetti anche sul piano strategico. Le istituzioni giapponesi hanno avviato nuove politiche per sostenere l’esportazione dei contenuti culturali, mentre diverse realtà produttive stanno stringendo accordi mirati alla creazione di opere pensate fin dall’origine per un pubblico globale. L’animazione, insomma, continua a parlare giapponese, ma lo fa con un accento sempre più internazionale.
Fonti consultate: Automaton West.













