Vertice 360 ha diffuso il trailer e il poster italiani di Il risveglio di Boiúna, survival horror diretto da Mike P. Nelson che arriverà nei cinema dal 26 novembre. Presentato come film d’apertura del Fantastic Film Fest 2026, il lungometraggio porta al centro della vicenda un gruppo di giovani medici impegnati in una missione umanitaria lungo il Rio delle Amazzoni, trasformata progressivamente in una lotta per la sopravvivenza contro una creatura leggendaria.
Dopo Wrong Turn e Silent Night, Deadly Night, Nelson torna quindi all’horror con un monster movie ambientato nella giungla colombiana, costruito attorno alla figura di Boiúna, gigantesco serpente appartenente al folklore sudamericano. Nel cast figurano Kiana Madeira, protagonista della trilogia Fear Street, Jessica Rothe, conosciuta per Auguri per la tua morte, e Logan Marshall-Green, già apparso in Prometheus e Spider-Man: Homecoming.
Una missione medica che precipita nella sopravvivenza
La storia segue un gruppo di medici impegnati a raggiungere alcuni villaggi remoti dell’Amazzonia per fornire assistenza sanitaria. Dopo un violento scontro con uomini coinvolti nella costruzione di una strada, i protagonisti sono costretti a rifugiarsi nella foresta, dove scoprono presto di essere entrati nel territorio di qualcosa di molto più pericoloso. L’ambiente diventa così parte integrante della minaccia, tra isolamento, vegetazione impenetrabile e un predatore capace di dominare uno spazio nel quale gli esseri umani smettono rapidamente di essere al vertice della catena alimentare.
L’impostazione richiama il survival horror più fisico e immediato, quello in cui il territorio diventa tanto importante quanto la creatura stessa. Una direzione che avvicina il film, pur attraverso presupposti molto differenti, ad altre recenti produzioni di genere come Resident Evil, dove la tensione nasce proprio dal rapporto tra protagonisti vulnerabili e un ambiente trasformato in trappola.
Il folklore del serpente diventa un monster movie contemporaneo
Boiúna affonda le proprie radici nelle tradizioni sudamericane e viene generalmente descritta come un gigantesco serpente legato alle acque e alla foresta. Nelson parte da questa figura per immaginare che dietro il mito possa sopravvivere qualcosa di reale, un predatore rimasto nascosto per milioni di anni e diventato nel presente una sorta di guardiano della giungla. Il regista ha scelto un approccio visivo diretto, quasi documentaristico, per restituire il più possibile il peso dell’ambiente e delle condizioni estreme affrontate dai personaggi durante le riprese.
La scelta di affidare a un serpente mitologico il centro del racconto inserisce Il risveglio di Boiúna in una lunga tradizione di creature che il cinema e l’animazione utilizzano per dare forma a paure legate a luoghi, leggende e memorie collettive. È un meccanismo che compare anche in opere molto diverse come Mononoke The Movie: Chapter 3 – Snake God, dove il serpente assume un significato soprannaturale e simbolico. Qui, invece, Nelson cerca di mantenerlo dentro un universo realistico, lasciando che sia l’Amazzonia stessa a renderne credibile la presenza.
Per Vertice 360 si tratta di un’altra uscita cinematografica di genere nel calendario autunnale italiano, dopo Frankie e le creature dimenticate, destinato a un pubblico completamente diverso ma ugualmente costruito attorno alla presenza di creature fuori dall’ordinario. Il risveglio di Boiúna sceglie però la strada opposta: niente comicità o avventura familiare, ma una giungla ostile, un gruppo di persone isolate e un enorme serpente che trasforma una missione umanitaria in una corsa per restare vivi.













