In un’epoca in cui l’industria videoludica rincorre incessantemente il futuro, inseguendo realismo grafico e mondi aperti sempre più smisurati, c’è ancora chi decide di rivolgere lo sguardo al passato per riscoprirne la vitalità. È il caso di Irem Collection Volume 3, disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e Xbox Series X|S, una raccolta che ripesca dalle profondità delle sale giochi tre titoli a scorrimento orizzontale capaci di esprimere, ciascuno a suo modo, l’immaginario visivo e ludico di un’intera epoca. L’opera, curata da Tozai Games e Irem, e pubblicata da ININ Games, si offre al pubblico contemporaneo come un tributo alla creatività arcade giapponese tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, riportando in vita tre perle dimenticate – Mr. Heli, Mystic Riders e Dragon Breed – ora accessibili su console moderne grazie a una cornice tecnica sobria ma funzionale. Una proposta che non si limita a ravvivare l’effetto nostalgia, ma lo incanala con consapevolezza attraverso strumenti moderni, per valorizzare l’abilità, l’intuizione e il design ludico di una stagione storica troppo spesso relegata al solo ricordo.
Tre anime di un’identità arcade
Quella che Irem Collection Volume 3 mette in scena è una triade di esperienze eterogenee, ciascuna legata a un momento differente nella lunga parabola dello shoot ’em up nipponico. La selezione non è casuale: Mr. Heli, Mystic Riders e Dragon Breed incarnano tre concezioni diverse di sparatutto a scorrimento, unite da un linguaggio comune fatto di pixel brillanti, difficoltà calibrata e visioni immaginifiche. A sorprendere, però, non è soltanto l’eccellente emulazione delle versioni arcade, ma la capacità della raccolta di evocare un contesto, un’epoca, un modo di intendere il videogioco come macchina scenica.
Mr. Heli — conosciuto anche come Battle Chopper — rappresenta il volto più scanzonato e creativo del trittico. Nato nel 1987, è uno shoot ’em up multidirezionale che intreccia elementi platform e rompicapo con un design ingegnoso. Si guida un elicottero antropomorfo dotato di armi potenziabili, immerso in labirinti meccanici che richiedono più ingegno che riflessi. È forse il titolo più moderno, nella sua struttura modulare e nei suoi livelli stratificati, e beneficia anche della maggiore varietà di versioni presenti nella collezione, inclusa quella per PC Engine.
Il potere evocativo della magia
Sul versante opposto dello spettro ludico, Mystic Riders si presenta come un raro esempio di contaminazione tra fantasy occidentale e sparatutto arcade giapponese. Pubblicato nel 1992, è un’opera che, pur nella sua apparente leggerezza estetica, si distingue per una precisione tecnica encomiabile. Le scope volanti su cui volano Mark e Zeal, protagonisti di quest’avventura, si trasformano in strumenti di difesa e attacco: lanciare la propria scopa come un boomerang per respingere i proiettili avversari rappresenta un’intuizione meccanica tanto elegante quanto originale. La possibilità di giocare in cooperativa locale accentua la sua anima accessibile e ludicamente condivisa, mentre il comparto visivo — ricco di creature mitologiche e sfondi dettagliati — rimane uno dei più ispirati dell’intera produzione Irem.
Se Mr. Heli è un gioco di testa e Mystic Riders un inno alla fantasia, Dragon Breed è puro impatto visivo e tensione narrativa. L’ambientazione techno-medievale, i nemici biomeccanici, la presenza scenica del drago Bahamoot su cui il protagonista cavalca nel cuore del caos lo rendono un’esperienza differente da qualsiasi altro sparatutto dell’epoca. Il gameplay ruota attorno al corpo del drago stesso, che funge da scudo e da arma, creando dinamiche di protezione e aggressione di grande originalità. La scelta di includere solo la versione arcade giapponese limita le possibilità esplorative, ma non intacca la potenza espressiva di un titolo che ancora oggi appare spiazzante nella sua concezione.
Un restauro digitale consapevole
Sul piano tecnico, Irem Collection Volume 3 si dimostra all’altezza delle aspettative. Le migliorie introdotte da ININ Games rispettano l’identità originale delle opere, senza snaturarne la difficoltà o il ritmo. I salvataggi rapidi, la funzione di riavvolgimento, la personalizzazione dei controlli e l’aggiunta del fuoco rapido rendono l’esperienza più inclusiva, senza scadere nella facilitazione indiscriminata. I filtri CRT aggiungono una patina nostalgica convincente, mentre le classifiche online permettono di reinterpretare la sfida arcade in chiave contemporanea.
Tuttavia, la raccolta mostra anche alcune debolezze: la mancanza di contenuti extra rilevanti — come interviste, bozzetti o materiali d’archivio — penalizza chi desidera approfondire il valore storico dei titoli. Inoltre, la disparità di trattamento tra i giochi inclusi (con Mr. Heli privilegiato rispetto agli altri) evidenzia un certo sbilanciamento editoriale. Nulla che comprometta il valore complessivo della collezione, ma aspetti che impediscono a questa antologia di raggiungere la completezza museale cui ambirebbe.















