Isle of Reveries ha raggiunto Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S, affiancando la versione PC disponibile tramite Steam. Sviluppata da desertcucco e pubblicata su console da Electric Airship, l’avventura riprende la visuale dall’alto e il ritmo esplorativo dei classici del genere, distribuendo il viaggio di Lief fra otto biomi e sette dungeon costruiti attorno a regole, strumenti e ostacoli differenti.
Al centro della storia c’è una terra ormai abbandonata, raggiunta dal giovane gufo nella speranza di verificare una leggenda secondo cui l’isola sarebbe in grado di realizzare qualsiasi desiderio. Prima di ottenere una risposta, Lief dovrà però attraversarne i territori, affrontare creature antropomorfe e addentrarsi nei sotterranei, ampliando gradualmente le proprie possibilità d’interazione. La costruzione ricorda quella delle avventure rétro dall’alto come Divine Dynamo Flamefrit, ma il titolo di desertcucco sceglie una strada particolare per rendere meno prevedibile la soluzione dei suoi enigmi.
La fata di Lief può trasformare una copia nella soluzione
La compagna fatata del protagonista permette infatti di duplicare e richiamare numerosi oggetti incontrati durante l’esplorazione. Elementi dello scenario, casse e altri strumenti possono essere riprodotti e utilizzati insieme all’equipaggiamento già raccolto, creando possibilità che riguardano sia il superamento degli ostacoli sia il combattimento. Più che affidarsi esclusivamente a una successione di chiavi destinate alla rispettiva serratura, Isle of Reveries incoraggia così a osservare le proprietà degli oggetti e capire come combinarle con quanto Lief ha già imparato a fare.
I sette dungeon ampliano progressivamente questo sistema introducendo ciascuno un proprio tema, nuove meccaniche e un oggetto chiave. Tornare mentalmente sui problemi già incontrati diventa quindi parte dell’avventura, perché l’acquisizione di una nuova capacità può cambiare il modo di leggere una situazione precedente. È un’impostazione che condivide con titoli rétro come Saga of the Moon Priestess il gusto per strumenti e dungeon concatenati, aggiungendovi però la libertà concessa dalla duplicazione degli elementi presenti nel mondo.
L’isola cambia insieme alle persone incontrate durante il viaggio
La progressione non riguarda soltanto l’equipaggiamento di Lief. Nel corso dell’esplorazione è possibile salvare nuovi personaggi e costruire edifici destinati ad accoglierli, facendo crescere poco alla volta un centro abitato sull’isola. Gli abitanti trasferiti nella comunità aprono ulteriori storie e missioni, legando ciò che accade nei dungeon a un luogo nel quale tornare tra una spedizione e l’altra. Il recupero di un territorio dimenticato diventa quindi parallelo alla ricerca del desiderio che ha spinto il protagonista a intraprendere il viaggio.
A questa struttura principalmente per giocatore singolo si aggiungono due livelli cooperativi separati, affrontabili in locale e, su PC, attraverso Steam Remote Play Together. L’elemento più riconoscibile di Isle of Reveries rimane comunque il modo in cui esplorazione, crescita della comunità e duplicazione degli oggetti finiscono per alimentarsi a vicenda: l’isola promette di esaudire desideri, ma prima di scoprirne il segreto Lief dovrà imparare a sfruttare praticamente tutto ciò che incontra lungo il cammino.









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