I Wonder Pictures porterà nei cinema italiani dal 28 ottobre It Ends, esordio nel lungometraggio del giovane regista Alexander Ullom. L’annuncio è accompagnato dalla pubblicazione del teaser poster ufficiale italiano, che introduce un horror essenziale costruito attorno a una strada apparentemente interminabile e a quattro amici incapaci di abbandonarla. Nel cast figurano Phinehas Yoon, Akira Jackson, Noah Toth e Mitchell Cole.
Presentato in anteprima mondiale al SXSW, il film appartiene a quella nuova generazione di produzioni horror nate fuori dai percorsi tradizionali di Hollywood. Come Kane Parsons, autore di Backrooms, e Curry Barker, regista di Obsession, Ullom ha sviluppato il proprio linguaggio attraverso cortometraggi autoprodotti e contenuti diffusi su YouTube. Filmmaker Magazine lo ha inoltre inserito tra i “25 New Faces of Independent Film”, segnalandolo come uno degli autori emergenti da osservare nel cinema indipendente statunitense.

Una strada che rifiuta di finire
James, Day, Fisher e Tyler hanno appena concluso il college e decidono di trascorrere insieme una delle ultime serate prima che le rispettive vite prendano direzioni differenti. Mentre cercano un posto dove mangiare, i quattro imboccano per errore una strada isolata che attraversa un bosco. Il percorso, inizialmente privo di elementi insoliti, comincia presto a ripetersi: ogni tentativo di cambiare direzione o allontanarsi dalla carreggiata riconduce allo stesso punto.
Fermarsi non rappresenta una soluzione, perché ai margini della strada si muovono presenze difficili da comprendere e fenomeni capaci di incrinare progressivamente la realtà. La Jeep Cherokee diventa così l’unico rifugio a disposizione del gruppo, ma anche uno spazio sempre più soffocante nel quale conversazioni, silenzi e tensioni quotidiane si sovrappongono alla paura. L’automobile continua ad avanzare, consumando chilometri senza raggiungere alcuna destinazione, mentre il bosco sembra chiudersi attorno ai protagonisti.

Un incubo esistenziale dopo il college
Alexander Ullom ha descritto It Ends come l’incontro tra un “film sullo stare insieme” e un incubo esistenziale. L’orrore soprannaturale diventa quindi uno strumento per raccontare il passaggio incerto dall’adolescenza alla vita adulta, quando un gruppo di amici deve accettare che la vicinanza costruita negli anni potrebbe non sopravvivere ai cambiamenti imminenti. La strada senza fine rende concreta questa condizione: il passato si è ormai concluso, ma il futuro continua a rimanere invisibile.
Il film lavora con pochi ambienti e un dispositivo narrativo volutamente semplice, lasciando che siano la ripetizione e l’attesa ad alimentare la tensione. La minaccia nascosta oltre la carreggiata costringe i protagonisti a proseguire, ma la prospettiva più inquietante rimane quella di un viaggio destinato a non condurre da nessuna parte. In questo spazio sospeso, l’amicizia può diventare una difesa contro l’assurdo oppure l’ultima cosa destinata a sgretolarsi quando anche il tempo smette di avanzare.













