Kadokawa ha annunciato i risultati del suo Wordless World Manga Contest, iniziativa che ha raccolto oltre mille opere provenienti da più di cento Paesi. L’obiettivo era promuovere il manga giapponese e individuare nuovi talenti capaci di affermarsi nel panorama internazionale. In un’intervista a Oricon News, il team editoriale manga per l’estero di Kadokawa ha ribadito la necessità di ampliare la platea di autori, sia in Giappone sia fuori dai confini nazionali.
Risa Tomisaki, membro del Global Digital Book Office e dell’Overseas Manga Editorial Department, ha sottolineato che l’esplosione del fumetto digitale ha moltiplicato i canali di distribuzione, ma la disponibilità di autori non è cresciuta di pari passo. Per questo motivo, la ricerca di nuovi artisti è diventata una priorità urgente per le redazioni.
Mercati emergenti e sfide generazionali
Noboru Segawa, IP executive producer di Kadokawa, ha evidenziato una particolare carenza nel settore delle trasposizioni a fumetti di light novel e romanzi, soprattutto nel genere isekai. Pur disponendo di molto materiale originale, mancano disegnatori in grado di realizzarne le versioni manga, e la competizione tra editori per assicurarsi i più capaci è sempre più serrata. Segawa ha spiegato che limitarsi a contendersi i professionisti esistenti non basta a risolvere il problema: serve coltivare e far emergere nuovi nomi, anche guardando “al vasto mare degli artisti stranieri”.
Il dirigente ha inoltre osservato come il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione giapponese renderanno più difficile produrre opere destinate ai giovani sul mercato interno. Al contrario, aree con una demografia più giovane, come il Sud-est asiatico, offrono opportunità significative per progetti rivolti a quel target. “Il punto di partenza per i nuovi autori di manga non deve necessariamente essere il Giappone”, ha concluso.
Parallelamente, il ramo anime di Kadokawa ha annunciato un aumento degli investimenti produttivi e una strategia di espansione globale, individuando mercati come Brasile, Messico e India come nuove frontiere per l’industria dell’animazione.
Fonti consultate: Automaton West.













