Kadokawa ha diffuso i risultati finanziari consolidati relativi ai primi nove mesi dell’anno fiscale che si chiuderà il 31 marzo 2026, delineando un quadro complesso per gran parte delle sue attività. Il gruppo, che opera tra editoria, videogiochi, anime e cinema, evidenzia una riduzione della redditività in quasi tutti i segmenti, con l’animazione che scivola addirittura in territorio negativo.
Secondo i dati comunicati, la dinamica riflette un mercato interno più debole e una line-up che, soprattutto sul fronte televisivo, ha potuto contare meno del previsto su marchi già consolidati.
Editoria in crescita all’estero ma margini ridotti
Nel comparto publishing i ricavi provenienti dai mercati internazionali, in particolare Stati Uniti e Asia, hanno mostrato segnali positivi. Questo incremento, tuttavia, non è bastato a compensare la frenata registrata in Giappone, dove l’incasso medio per titolo si è rivelato più contenuto rispetto all’esercizio precedente.
A incidere ulteriormente è stato l’aumento dei costi del personale, fattore che ha contribuito a comprimere in modo significativo i margini. Il risultato finale è un calo del profitto di segmento pari a oltre il novanta per cento su base annua, una contrazione che pesa in maniera rilevante sull’equilibrio complessivo del gruppo.
Videogiochi in fase di normalizzazione, anime in rosso
Il settore videoludico segna una diminuzione più contenuta, con utili in discesa del 7% rispetto allo scorso anno. La società sottolinea come il confronto avvenga con un periodo eccezionale, trainato dalle vendite straordinarie di Elden Ring e dell’espansione Shadow of the Erdtree. Nell’esercizio in corso, l’andamento viene descritto come più vicino alla normalità, pur con risultati incoraggianti per Elden Ring Nightreign, indicato come capace di mantenere buone performance sia in patria sia all’estero.
Più delicata la situazione dell’animazione e del cinema, che registrano una perdita netta di 940 milioni di yen. Kadokawa attribuisce il dato alla forte presenza di adattamenti alla loro prima trasposizione animata, prodotti che in media garantiscono ritorni inferiori rispetto ai sequel di franchise già affermati e dotati di una base di pubblico consolidata.
Per l’intero anno fiscale l’azienda prevede indicatori di profitto più deboli: a fronte di ricavi sostanzialmente stabili, vengono stimati cali marcati sia nell’utile operativo sia in quello ordinario e netto. Una prospettiva prudente che fotografa una fase di transizione, nella quale la capacità di generare nuovi fenomeni di successo appare più che mai centrale.
Fonti consultate: Automaton West.














