Tra action adventure, platform e road trip musicale, Kalanoro punta a distinguersi con un’identità piuttosto precisa. Il nuovo progetto di Red Raketa Studio, pubblicato da New Tales, debutterà nell’estate 2026 su PC tramite Steam, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, mentre una demo è già scaricabile sulla piattaforma Valve per offrire un primo contatto con il suo universo colorato e irrequieto.
Il gioco conduce a Lemuria, isola immaginaria attraversata da un’energia vivace ma finita sotto il controllo della strega Raneny, decisa a trasformare il proprio dominio in uno spettacolo costruito attorno ai più grandi artisti del luogo. A opporsi a questo scenario c’è Kalakely, piccola creatura ispirata al folklore malgascio, chiamata a rimettere insieme musicisti, speranze e ribellione in un viaggio che usa il tono leggero per raccontare una lotta contro il potere.
Tra salti, capelli e oggetti improvvisati
Dal punto di vista ludico, Kalanoro si muove lungo un asse piuttosto dinamico, intrecciando fasi platform, combattimenti e progressione delle abilità. I livelli sono costruiti attorno a trappole, slancio, ostacoli e ritmo del movimento, mentre gli scontri sembrano privilegiare un caos leggibile e scenografico più che una durezza punitiva. A dare personalità al sistema ci pensano i poteri legati ai capelli del protagonista, affiancati da un arsenale improbabile fatto anche di ciabatte, padelle e altri oggetti di fortuna.
Questa impronta si riflette anche nei boss, che sembrano seguire la stessa filosofia fatta di teatralità, umorismo e inventiva. Il risultato, almeno sulla carta, è quello di un action adventure che non vuole affidarsi soltanto all’impatto visivo, ma anche a una continua sensazione di varietà, sostenuta da biomi differenti, animazioni molto marcate e una progressione pensata per lasciare spazio a stili di gioco sempre più personali.
Una ribellione che passa dalla musica
Il tratto più singolare del progetto emerge però nella sua struttura narrativa e musicale. Lungo il viaggio per Lemuria bisognerà infatti recuperare artisti lemuri, allargare la band e farla crescere tappa dopo tappa, trasformando il gruppo in un elemento centrale dell’avventura. Il vecchio bush taxi che accompagna il protagonista funge da rifugio, mezzo di trasporto e quartier generale, mentre tra una tappa e l’altra entrano in scena minigiochi, relazioni con i compagni e gestione del morale della formazione.
È proprio questa dimensione collettiva a dare a Kalanoro un profilo più riconoscibile. Red Raketa Studio, realtà indipendente con sede in Madagascar, costruisce il gioco come un omaggio al folklore, alla musica e alla cultura artistica del proprio Paese, filtrati attraverso un’estetica disegnata a mano e un tono contemporaneo. Anche la colonna sonora partecipa a questa direzione con il coinvolgimento di artisti malgasci come Denise, Jyeuhair e Marco Klarck, segnale di un progetto che prova a trasformare le sue radici culturali in una componente viva dell’esperienza, non in semplice cornice.












