Kan Takahama ha lanciato Anchoring Dutchman, nuovo manga realizzato in collaborazione con il parco tematico Huis Ten Bosch di Nagasaki e pubblicato sulla piattaforma Torch di Leed Publishing. Il primo capitolo è già disponibile e introduce un racconto che, almeno nelle sue premesse, sembra muoversi in equilibrio tra romanticismo, malinconia e fantastico, confermando ancora una volta l’interesse dell’autrice per atmosfere sospese e per un immaginario profondamente legato ai luoghi.
La storia è ambientata nel 2036 e segue quella che viene presentata come “la storia d’amore più lenta del mondo”, costruita attorno all’incontro tra una curatrice museale e il fantasma che un giorno le appare davanti. Lo spirito, imprigionato nel museo a causa della maledizione che grava sulla sua nave, potrà essere liberato soltanto dal suo vero amore. È una premessa che unisce il motivo della presenza soprannaturale a quello dell’attesa sentimentale, lasciando intuire un racconto più intimo che avventuroso, giocato sulle sfumature del legame tra i due protagonisti e sul fascino del non detto.
Un nuovo racconto tra mistero, attesa e memoria dei luoghi
Con Anchoring Dutchman, Takahama sembra tornare a lavorare su coordinate che le sono particolarmente congeniali: spazi carichi di memoria, figure segnate dal passato e una dimensione narrativa in cui il tempo agisce quasi come una presenza concreta. L’ambientazione futura non sembra infatti spingere l’opera verso la fantascienza in senso stretto, ma piuttosto offrire uno sfondo insolito a una vicenda costruita su maledizioni, museo e apparizioni, dove il soprannaturale entra in scena in modo silenzioso e quasi elegiaco.
La collaborazione con Huis Ten Bosch aggiunge inoltre un elemento di forte riconoscibilità al progetto. Il parco tematico di Nagasaki, celebre per la sua ricostruzione di un immaginario europeo e olandese, fornisce un contesto che si accorda bene con il titolo e con il tono evocativo dell’opera. In questo senso, Anchoring Dutchman appare già come un manga che punta molto sul rapporto tra spazio, atmosfera e suggestione visiva, elementi da sempre centrali nella poetica dell’autrice.
Un nuovo tassello nel percorso di Kan Takahama
L’arrivo di Anchoring Dutchman si inserisce in una fase particolarmente solida del percorso artistico di Kan Takahama. L’autrice ha infatti continuato negli ultimi anni a costruire un catalogo segnato da uno stile elegante, da una forte sensibilità narrativa e da un legame costante con Nagasaki, città che occupa un posto importante anche nella cosiddetta “trilogia di Nagasaki”, composta da Nyx no Lantern, Chō no Michiyuki e Ōgishima Saijiki. Proprio quest’ultima opera ha ottenuto un riconoscimento significativo in Francia, confermando la considerazione internazionale di cui Takahama gode ormai da tempo.
Il nuovo manga sembra dunque inserirsi con naturalezza in questa traiettoria, pur scegliendo una formula differente e più apertamente romantica. Con la sua promessa di un amore lentissimo, un fantasma vincolato a un luogo e una maledizione che può spezzarsi solo attraverso il sentimento, Anchoring Dutchman parte da una base narrativa immediatamente riconoscibile ma ricca di potenziale. Resta ora da vedere come Takahama svilupperà questa relazione anomala e sospesa, ma il primo passo lascia già intuire un’opera interessata più alle risonanze emotive che ai meccanismi del colpo di scena.
Fonti consultate: Anime News Network.













