Spade, magie, barbari e orde imperiali tornano a incontrarsi in una formula che guarda senza troppi giri di parole all’epoca d’oro dei picchiaduro a scorrimento. King’s Blade, sviluppato da Alexey Suslin, sarà disponibile dal 30 settembre su PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox Series X|S e Xbox One, portando su console un’avventura fantasy già pubblicata su PC nell’agosto 2025. Il riferimento dichiarato è quello dei grandi classici arcade, con Golden Axe e Streets of Rage indicati fra le principali fonti d’ispirazione, mentre l’immaginario guarda apertamente al mondo di Conan il Barbaro.
Il giocatore guida gli appartenenti alla King’s Blade, una squadra di guerrieri incaricata di aprirsi la strada attraverso i territori dell’Impero Barganiano fino a raggiungere il cuore della capitale nemica. La struttura è quella tradizionale del beat ’em up a scorrimento: avanzamento lineare, gruppi di avversari sempre più numerosi, attacchi ravvicinati e una progressione costruita attorno a dodici livelli. A disposizione ci sono sei personaggi differenti, ciascuno inserito in un sistema di combattimento che combina combo, magie, mosse speciali e armi raccolte direttamente dagli scenari.
Tra Golden Axe e Conan il Barbaro
La componente fantasy è probabilmente l’elemento che distingue maggiormente King’s Blade rispetto ai picchiaduro urbani più classici. L’ambientazione recupera infatti quel gusto per l’heroic fantasy fatto di guerrieri, eserciti, creature ostili e territori da attraversare con la forza, rievocando volutamente un’estetica che negli anni Ottanta e Novanta ha trovato terreno fertile tanto nei videogiochi quanto nel cinema e nel fumetto occidentale.
In questo senso, l’influenza di Golden Axe non riguarda soltanto il sistema di combattimento, ma anche il modo in cui azione e immaginario barbarico vengono fusi insieme. King’s Blade non cerca di reinventare questa formula, preferendo piuttosto celebrarla attraverso una struttura immediata e riconoscibile. Il risultato punta soprattutto su scontri rapidi, gruppi di nemici e quella sensazione di avanzamento continuo che trasformava ogni livello dei vecchi arcade in una marcia forzata verso il boss successivo.
La cooperativa locale resta al centro dell’esperienza
Uno degli aspetti più legati alla tradizione è la possibilità di affrontare l’avventura in cooperativa locale fino a quattro giocatori. La modalità permette di comporre una vera squadra davanti allo stesso schermo, recuperando una dimensione sociale che nei picchiaduro a scorrimento ha sempre avuto un ruolo importante. Chi preferisce giocare da solo potrà comunque affidare gli altri combattenti all’intelligenza artificiale e affrontare la campagna con un gruppo completo.
L’arrivo su PlayStation, Xbox e Nintendo Switch allarga quindi il pubblico di un titolo che sembra interessato soprattutto a recuperare un tipo di esperienza molto specifico: immediata, rumorosa, cooperativa e volutamente figlia degli arcade. King’s Blade si presenta come un omaggio diretto a un’epoca in cui bastavano una spada, qualche magia e quattro amici davanti allo stesso schermo per trasformare una guerra contro un impero in una lunga serata di combattimenti.















