Prada porta Hideo Kojima e Nicolas Winding Refn dentro una breve odissea fantascientifica generata con intelligenza artificiale. Il progetto è legato al prossimo evento Prada Mode di New York, in programma dal 3 al 7 giugno al Chelsea Hotel, e si presenta come un cortometraggio di circa sei minuti in cui il creatore di Metal Gear e Death Stranding e il regista di Drive appaiono nei panni di viaggiatori spaziali diretti verso la sede dell’appuntamento.
Il filmato, anticipato da un teaser diffuso da Winding Refn, utilizza un immaginario dichiaratamente rétro, vicino alla fantascienza cinematografica degli anni Cinquanta. Astronavi, pose solenni, scenari cosmici e atmosfere da vecchio racconto pulp vengono filtrati attraverso strumenti di IA generativa, con un risultato che ha immediatamente riaperto la discussione sull’uso di queste tecnologie in progetti culturali legati a marchi di grande visibilità.
✨See You in New York✨@Prada
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Un incontro tra autori pop e sperimentazione generativa
La presenza di Kojima e Winding Refn rende l’operazione particolarmente osservata. I due condividono da tempo un rapporto creativo e personale: il regista danese compare anche nell’universo di Death Stranding come volto di Heartman, uno dei personaggi più riconoscibili dell’opera di Kojima Productions. Per Prada, questa vicinanza diventa il punto di partenza di un esperimento visivo che cerca di trasformare amicizia, ossessioni comuni e immaginario fantascientifico in una piccola narrazione promozionale.
Winding Refn ha descritto il corto come una sorta di viaggio onirico nello spazio, nato dal senso di affinità condiviso con Kojima e realizzato in collaborazione con Prada come esplorazione delle possibilità creative offerte dall’IA. La cornice è dunque volutamente ibrida: non un film tradizionale, non un semplice spot, ma un oggetto promozionale che prova a usare il linguaggio dell’arte digitale per accompagnare un evento di moda.
Il dibattito sull’IA pesa più del viaggio nello spazio
A dominare la conversazione, però, non è tanto la trama del corto quanto la scelta del mezzo. L’uso dell’IA generativa continua a essere uno dei temi più discussi nell’industria creativa, soprattutto quando coinvolge figure molto amate dal pubblico videoludico e cinematografico. Da una parte c’è chi legge progetti simili come sperimentazioni inevitabili, legate all’evoluzione degli strumenti visivi; dall’altra chi li considera un segnale problematico, capace di marginalizzare competenze artistiche, tecniche e artigianali.
Il coinvolgimento di Kojima rende questa tensione ancora più evidente. L’autore giapponese ha sempre costruito la propria immagine attorno a un rapporto intenso con il cinema, la tecnologia e la messa in scena, ma proprio per questo la scelta di comparire in un corto generato con IA ha sorpreso una parte del pubblico. L’aspettativa nei confronti di un suo progetto, anche solo promozionale, resta legata a una certa idea di controllo autoriale, cura del dettaglio e teatralità consapevole.
Il corto per Prada Mode finisce così per diventare un piccolo caso simbolico del momento attuale. Più che raccontare davvero un’avventura nello spazio, mostra quanto il confine tra sperimentazione, marketing e sostituzione del lavoro creativo sia ormai fragile. In un’epoca in cui l’IA entra sempre più spesso nei linguaggi della comunicazione visiva, vedere due figure come Kojima e Winding Refn attraversare un universo sintetico per un evento di moda non è solo una curiosità pop: è un segnale di quanto la discussione sul futuro dell’immagine sia destinata a farsi ancora più accesa.
Fonti consultate: Kotaku.












