Tra i giochi cooperativi che cercano di fare del disordine una regola precisa, LightSup! è uno di quelli che mostrano subito un’identità riconoscibile. Red Dunes Games e BugBlio Studio hanno annunciato il lancio del titolo nel corso del 2026 su Nintendo Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, delineando un action roguelite da 1 a 4 giocatori in cui la coordinazione del gruppo conta quanto la capacità di affrontare i nemici. Al centro del racconto c’è il regno di Lumineia, travolto da un’eclissi che ha spezzato la protezione degli Altari e consegnato città e villaggi all’assalto delle creature emerse dall’oscurità.
La storia prende avvio dal villaggio di Koko, da cui parte il primo piccolo gruppo di avventurieri destinato a opporsi alla catastrofe e a cercare la verità dietro l’Eclipse. Da questa premessa, LightSup! costruisce una formula fatta di spedizioni a sessioni, crescita progressiva del party e combattimenti serrati, ma aggiunge una meccanica chiave che orienta tutto il resto: la luce condivisa. Quando la sua intensità cala, i mostri si rafforzano, la sanità dei personaggi si deteriora e il gruppo comincia a subire danni continui, trasformando la sopravvivenza in un problema comune e non in una somma di performance individuali.
Combattere insieme, restare nella luce
La vera particolarità di LightSup! sta proprio in questo legame fra avanzamento e gestione della luminosità. Ogni spedizione non chiede soltanto di colpire, schivare e ripulire le aree dai nemici, ma anche di proteggere una risorsa centrale che determina il ritmo e il margine d’errore della squadra. La luce non è quindi soltanto un elemento scenografico o simbolico, bensì una regola concreta attorno a cui ruota la tensione dell’intera partita. Il gruppo è chiamato a muoversi, coordinarsi e mantenere saldo il proprio equilibrio mentre attraversa ambienti infestati e cerca di non cedere al collasso.
Su questa base si innesta una struttura da roguelite che comprende personaggi con stili differenti, nuovi membri da sbloccare, upgrade di squadra, miglioramenti individuali, modificatori benedizione e sfide aggiuntive pensate per alterare il tono di ogni corsa. L’impressione è quella di un progetto che vuole essere immediato nel controllo e nel linguaggio visivo, ma meno superficiale di quanto possa sembrare a una prima occhiata. L’obiettivo dichiarato dal team è proprio questo: apparire giocoso e accessibile, salvo poi mostrare maggiore profondità con il passare delle sessioni.
Un fantasy colorato che cerca una sua identità
BugBlio Studio non nasconde l’ispirazione iniziale nata dall’amore per i giochi cooperativi capaci di generare caos spontaneo fra amici, ma LightSup! prova a portare quella stessa energia dentro una cornice più avventurosa e strutturata. Il risultato è un titolo che unisce presentazione brillante, combattimento espressivo, progressione modulare e una contrapposizione netta fra luce e tenebre, senza rinunciare neppure alla possibilità di affrontare l’esperienza in solitaria. È una scelta che amplia il raggio d’azione del progetto pur mantenendo intatta la sua anima principale, chiaramente pensata per il gioco condiviso.
Per Red Dunes Games, il titolo si inserisce in un percorso di pubblicazione sempre più attento a produzioni originali dalla forte riconoscibilità visiva, mentre per il team thailandese rappresenta l’approdo di uno sviluppo ormai maturato nel tempo e pronto a misurarsi anche su console. Molto dipenderà da quanto il gioco riuscirà a trasformare il proprio caos cooperativo in una formula davvero duratura, ma la direzione appare già piuttosto chiara: LightSup! vuole essere un action cooperativo in cui il gruppo non combatte soltanto i mostri, ma anche il buio che prova costantemente a separarlo.













