Nel vasto e dinamico universo dei videogiochi indie, gli sviluppatori indipendenti spesso si distinguono per la loro capacità di innovare e rompere gli schemi. Tra questi, Mists of Noyah, sviluppato dal team brasiliano Pyxeralia e pubblicato da QUByte Interactive, rappresenta un tentativo audace di combinare elementi di sopravvivenza, gioco di ruolo e gestione delle risorse in un’unica esperienza. Disponibile dal 25 luglio 2024 su PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch e Xbox Series X|S, il gioco cerca di catturare l’attenzione dei giocatori con una complessa rete di meccaniche, ma il rischio di non riuscire a mantenere le promesse è sempre dietro l’angolo.
Per comprendere a fondo Mists of Noyah, bisogna inquadrare il gioco nel contesto di titoli come Terraria, Starbound e The Survivalists, che hanno già esplorato la fusione tra sopravvivenza, esplorazione e costruzione, fissando standard elevati. Terraria, ad esempio, ha reso popolare una formula sandbox che permette di scavare, costruire e combattere in un vasto mondo 2D ricco di segreti, mentre Starbound ha trasportato questa formula nello spazio, enfatizzando l’esplorazione interplanetaria. The Survivalists ha aggiunto una dimensione esotica e sociale alla sopravvivenza. In questo scenario, Mists of Noyah cerca di differenziarsi con un mix unico di platforming, sopravvivenza e RPG, arricchito da fasi gestionali e tower defense.
La dualità giorno-notte: sopravvivenza e strategia
Uno degli aspetti più interessanti di Mists of Noyah è la dinamica del ciclo giorno-notte. Di giorno, il tuo compito è esplorare vari biomi, raccogliere risorse e cercare superstiti, concentrandoti principalmente sulla raccolta di materiali essenziali per ricostruire il forte e creare equipaggiamenti. Ma con l’arrivo della notte, emergono i pericoli: i mostri attaccano la fortezza, costringendoti a organizzare le difese, erigendo torri e collaborando con gli abitanti salvati per respingere le ondate nemiche.
Questa dualità tra giorno e notte introduce una componente strategica interessante, che ti obbliga a bilanciare l’esplorazione con la preparazione difensiva. Tuttavia, il rischio è che questa ciclicità, per quanto stimolante, possa diventare ripetitiva e prevedibile nel lungo termine. In particolare, le fasi di tower defense tendono a prolungarsi troppo, riducendo il dinamismo del gameplay e rischiando di annoiare.
Eroi e progressione: un’avventura per cinque
Un altro elemento distintivo di Mists of Noyah è la presenza di cinque eroi giocabili, ognuno con abilità uniche e un sistema di livellamento dedicato. Questo ti permette di scegliere il personaggio che meglio si adatta al tuo stile di gioco, offrendo varietà e flessibilità. Tuttavia, nonostante questa varietà, il sistema di progressione potrebbe deludere chi si aspetta una maggiore profondità in un titolo che aspira a fondere RPG e sopravvivenza. Le abilità e i talenti disponibili risultano spesso difficili da gestire, con un’interfaccia macchinosa che compromette la fluidità dell’esperienza di gioco.
Un aspetto che può frustrarti è la mancanza di un tutorial adeguato. Mists of Noyah dà per scontato che tu abbia già familiarità con le sue meccaniche, offrendo solo spiegazioni basilari su come saltare e attaccare. Tutto il resto, dal crafting alle funzioni avanzate, devi impararlo da solo. Questo approccio, se da un lato può incoraggiare l’esplorazione e l’apprendimento autonomo, dall’altro rischia di diventare frustrante, soprattutto quando la mancanza di spiegazioni porta a errori costosi.
Il crafting, ad esempio, è una parte centrale del gioco, ma non viene fornita alcuna indicazione su cosa facciano le varie statistiche o su come gli oggetti possano essere utili. Senza una guida adeguata, rischi di sprecare materiali rari prendendo decisioni senza una comprensione completa del sistema. Inoltre, alcune meccaniche, come la necessità di mangiare per evitare la fame, non sono intuitive e possono confondere, specialmente perché Mists of Noyah non è un survival game tradizionale.
Sfida ed esplorazione: una difficoltà imprevedibile
Oltre alla mancanza di spiegazioni, Mists of Noyah introduce un livello di sfida con una curva di difficoltà sorprendentemente irregolare. In molti giochi, la difficoltà aumenta progressivamente, permettendoti di adattarti gradualmente. Invece, Mists of Noyah non segue questa logica, rendendo il passaggio da una fase all’altra del gioco spesso arduo in modo inatteso. I nemici possono variare drasticamente in difficoltà da un’area all’altra senza alcun preavviso, interrompendo il ritmo del gioco e rendendo l’esperienza frustrante.
Il gioco offre più di dieci biomi distinti, ciascuno con caratteristiche e risorse specifiche. Tuttavia, l’esplorazione si rivela piuttosto lineare, mancando di quel senso di scoperta che caratterizza titoli come Terraria o Starbound. Sebbene le mappe cambino visivamente, non presentano abbastanza sorprese o segreti per mantenere alta la tua curiosità a lungo termine.
Le fasi gestionali, che includono raccolta di risorse, agricoltura e costruzione, inizialmente promettono varietà, ma la ripetitività delle azioni necessarie per mantenere il forte operativo può diventare rapidamente tediosa. Eventi occasionali e boss rari cercano di rompere la monotonia, ma non riescono a ravvivare un gameplay che tende a stagnare dopo le prime ore. Se giochi su PC, il multiplayer potrebbe alleviare questo problema, ma purtroppo questa funzionalità manca nelle versioni per console.
Dal punto di vista visivo, Mists of Noyah si distingue per la sua pixel art tradizionale, ispirata a titoli come Terraria e Castlevania: Symphony of the Night, ma con un tocco contemporaneo e raffinato. La grafica 2D, che comprende sia i personaggi sia gli ambienti, si caratterizza per un design vivace e ricco di dettagli, contribuendo a costruire un’atmosfera immersiva nel mondo fantasy del gioco. Tuttavia, le animazioni, sebbene funzionali, possono sembrare rigide e i tempi di caricamento possono risultare invasivi, interrompendo il flusso di gioco e compromettendo l’immersione. Anche la colonna sonora, sebbene non particolarmente memorabile, accompagna adeguatamente l’azione con temi che si adattano all’atmosfera del gioco.
Ambizione e limiti di un’avventura indie
Mists of Noyah è un gioco che, nonostante le sue ambizioni, fatica a trovare una chiara identità. La combinazione di meccaniche di sopravvivenza, RPG e gestione delle risorse offre un’esperienza diversificata, ma la mancanza di una direzione precisa e la complessità mal gestita delle meccaniche chiave rischiano di compromettere l’intero progetto. La ripetitività delle fasi di gioco, unita a una difficoltà imprevedibile e alla totale assenza di spiegazioni sulle meccaniche di base, potrebbe scoraggiarti prima che tu possa apprezzare appieno ciò che il titolo ha da offrire.
Tuttavia, se sei disposto a superare questi ostacoli e non ti lasci scoraggiare da un gameplay che richiede pazienza e dedizione, Mists of Noyah può ancora offrire un’avventura affascinante. La sua atmosfera distintiva e la possibilità di esplorare un mondo pieno di misteri rimangono punti di forza che, seppur oscurati da difetti significativi, potrebbero attirarti se sei alla ricerca di una sfida impegnativa.


















