Le fiabe classiche continuano a offrire materiale fertile per riscritture sempre più laterali, e My Stepmother and Stepsisters Aren’t Wicked sembra voler giocare proprio su questo scarto. La serie TV tratta dal manga di Otsuji debutterà a luglio e si è mostrata con un nuovo teaser promozionale, una visual principale e una serie di aggiornamenti che aiutano a definire meglio il profilo del progetto. Tra le novità spicca anche l’annuncio di Anna Mugiho nel ruolo di Gungnir, il cane amatissimo della famiglia Kōnokura e al tempo stesso sua singolare guardia del corpo.
Il titolo parte da un presupposto immediatamente riconoscibile, quello della rilettura di Cenerentola, ma lo ribalta invece di seguirlo fedelmente. Miya Nakamura, figlia illegittima di una famiglia importante, perde la madre e viene accolta nella casa paterna convinta di andare incontro al classico repertorio di umiliazioni e crudeltà da matrigna e sorellastre. Una volta entrata in quella nuova vita, però, scopre che la realtà è molto diversa da quanto temeva. È proprio in questo slittamento tra aspettativa e verità che l’opera sembra trovare la propria voce, scegliendo la commedia affettuosa al posto del melodramma persecutorio.
Una Cenerentola capovolta tra ironia e calore familiare
L’idea alla base di My Stepmother and Stepsisters Aren’t Wicked appare semplice ma piuttosto efficace, perché prende uno degli impianti più codificati dell’immaginario fiabesco e lo svuota della sua componente più crudele per costruire invece una dinamica domestica inattesa. La matrigna Teru Kōnokura e le sorellastre Marika e Arisa, interpretate rispettivamente da Kujira, Yū Serizawa e Yuka Nukui, non sembrano incarnare la funzione antagonista tradizionale, ma diventano il perno di una commedia che punta a sostituire il conflitto con l’imbarazzo, l’affetto e il disorientamento della protagonista.
In questo senso, l’anime sembra inserirsi in una linea di opere che scelgono di lavorare sulla dolcezza senza rinunciare a una certa consapevolezza del modello che stanno riscrivendo. La stessa presenza di Gungnir, figura al confine tra mascotte e guardiano domestico, rafforza il tono particolare del progetto e aggiunge una sfumatura ulteriore a un contesto familiare che promette di essere molto meno ostile del previsto, ma non per questo privo di carattere.
Uno staff esperto per una commedia dal tono morbido
Sul fronte produttivo, l’anime può contare su un gruppo di nomi già ben rodati. La regia è affidata a Keisuke Inoue presso NEWON, con Nanami Hoshino alla composizione della serie e Mutsumi Sasaki al character design, oltre che nel ruolo di chief animation director. Attorno a loro si muove uno staff che comprende anche Yuri Miyoshi come sub-character designer, Hideto Nakahara alla direzione artistica, Eri Shigetomi al color design e Toshiki Kameyama alla direzione del sonoro, mentre le musiche sono firmate da Rina Tayama.
Il manga originale, lanciato nel 2020 sulla rivista digitale Comic POOL di Ichijinsha, è riuscito a farsi notare proprio grazie a questa miscela di comicità e tenerezza, tanto da essere presentato spesso come una rilettura premiata e particolarmente riuscita della fiaba tradizionale. L’adattamento anime arriva quindi con un’identità già ben definita: non quella di una commedia romantica scolastica in senso stretto, né quella di una semplice parodia, ma di una storia familiare che usa il bagaglio della favola per smontarne le aspettative e sostituirle con una forma di calore più buffa, più umana e decisamente meno scontata.
Fonti consultate: Anime News Network.
















