Il catalogo di Nippon Shock Edizioni si arricchisce con due pubblicazioni che guardano a sensibilità molto differenti del manga contemporaneo. Da una parte c’è Home Lovers di Chiaki Ida, volume unico interamente a colori che in Giappone ha superato le 200.000 copie vendute; dall’altra arriva Jyoshikohei – Mecha ragazze d’assalto #1, primo di sette volumi del visionario racconto firmato da Jirō Matsumoto. Entrambi i titoli saranno disponibili da aprile in fumetteria, libreria, sui principali store online e sul sito ufficiale dell’editore.
La doppia proposta appare particolarmente interessante proprio per il contrasto che mette in scena. Home Lovers si muove infatti nel territorio della quotidianità, dell’interiorità e degli spazi domestici osservati come estensioni emotive di chi li abita. Jyoshikohei, al contrario, trascina il lettore in un futuro di guerra e migrazione dimensionale, popolato da giganteschi mecha con sembianze di studentesse, dentro una delle riletture più radicali e disturbanti del genere mecha. Due traiettorie lontanissime, che però raccontano bene l’ambizione di un’operazione editoriale rivolta a lettori curiosi e disposti a esplorare registri molto diversi.
La casa come ritratto dell’anima
Con Home Lovers, Chiaki Ida firma un’opera che si colloca tra manga illustrato, graphic novel e diario visivo. Il volume segue cinque personaggi — Sasa, Kae, Nanako, Midori e Akira — ciascuno nel proprio appartamento, mentre la vita quotidiana scorre tra piccole abitudini, stanze in penombra, tazze fumanti e scaffali disordinati. L’elemento più caratterizzante del libro sta proprio in questa attenzione agli interni e agli oggetti, che diventano specchi silenziosi dell’identità, modi indiretti ma potentissimi di raccontare chi siamo e come viviamo.
Nippon Shock presenta il volume come un vero capolavoro artistico tutto a colori, e la definizione non appare casuale alla luce della reputazione costruita da Chiaki Ida in Giappone. L’autrice si è infatti imposta come una delle voci più raffinate nel racconto della dimensione domestica, del cibo e delle relazioni, grazie a uno sguardo delicato, morbido e profondamente personale. È un manga che sembra puntare meno sul colpo di scena e più sulla vibrazione emotiva degli spazi, sulla capacità di trovare senso e bellezza nelle cose minime. Per il pubblico italiano, Home Lovers si profila così come una proposta di grande eleganza grafica e narrativa, capace di parlare a chi cerca nel fumetto un’esperienza più contemplativa e sensibile.
Il mecha secondo Jirō Matsumoto
Se Home Lovers guarda all’intimità, Jyoshikohei – Mecha ragazze d’assalto #1 si muove invece all’estremo opposto, nel territorio del seinen più aggressivo e sperimentale. Serializzato originariamente tra il 2011 e il 2015, il manga di Jirō Matsumoto è ambientato in un futuro segnato da guerra e migrazione dimensionale, dove il conflitto viene combattuto da enormi mecha che hanno l’aspetto di studentesse delle superiori, pilotati da soldati in un mondo in cui l’umanità sembra già aver oltrepassato il confine della disumanizzazione. Per i lettori italiani si tratta di un arrivo atteso da tempo, anche perché Matsumoto è ormai considerato un autore di culto grazie a opere come Freesia e Velveteen & Mandala.
Nel presentare il volume, l’editore insiste su due aspetti chiave. Il primo è l’immaginario visivo: l’idea dei robot-scolarette in assetto bellico spinge il mecha in territori iconografici inediti, dove estetica militare, erotismo disturbante e surrealismo da incubo si fondono in un linguaggio fuori norma. Il secondo è il livello tematico, perché sotto la superficie di manga di guerra con mecha femminili Matsumoto porta all’estremo le proprie ossessioni per violenza, alienazione, sesso e disumanizzazione del corpo. Il risultato viene descritto come una delle rielaborazioni più radicali del genere degli ultimi anni, un’opera che mette continuamente in discussione il conforto del lettore, tanto sul piano estetico quanto su quello etico. Per chi segue da vicino la sperimentazione adulta nel manga, l’uscita italiana di Jyoshikohei si presenta quindi come un vero evento editoriale.


