Il mondo gotico e labirintico di Pandora Hearts tornerà sul palcoscenico giapponese con un nuovo adattamento musicale. Il manga di Jun Mochizuki ispirerà infatti PandoraHearts Retrace Ⅱ -madness of lost memory-, secondo spettacolo teatrale dedicato all’opera, che sarà rappresentato a Tokyo dal 2 al 12 ottobre e successivamente a Kobe dal 16 al 18 ottobre. L’annuncio è stato accompagnato da un’illustrazione celebrativa realizzata dalla stessa Mochizuki.
Il nuovo musical prosegue il percorso inaugurato dal primo adattamento, andato in scena al Theater H di Tokyo dal 7 al 16 novembre. La regia e la sceneggiatura saranno nuovamente affidate ad Akira Yamazaki, mentre Ako Takahashi tornerà a scrivere i testi delle canzoni e Harumi Fuuki comporrà le musiche. Anche Kazan Yokoyama riprenderà il ruolo di Oz Vessalius, protagonista di una storia in cui favola nera, destino e memoria spezzata si intrecciano fin dalle prime pagine.
Oz Vessalius e il richiamo dell’Abyss
La vicenda di Pandora Hearts si apre durante la cerimonia di passaggio all’età adulta di Oz Vessalius, quindicenne appartenente a una nobile famiglia. Quella che dovrebbe essere una celebrazione si trasforma però in una condanna improvvisa: accusato di un peccato di cui non conosce la natura, Oz viene gettato nell’Abyss, una prigione eterna e apparentemente senza via d’uscita. Qui incontra Alice, figura enigmatica destinata a cambiare il suo cammino e a spingere la storia verso un intreccio fatto di segreti, contratti e identità nascoste.
Il titolo del nuovo musical, PandoraHearts Retrace Ⅱ -madness of lost memory-, suggerisce una particolare attenzione al tema della memoria, elemento centrale nell’opera originale. Pandora Hearts ha sempre lavorato sulla frattura tra ciò che i personaggi credono di sapere e ciò che il passato ha realmente lasciato dietro di sé. Portare questa materia in scena significa quindi confrontarsi non soltanto con l’estetica gotica del manga, ma anche con la sua struttura emotiva, dove ogni rivelazione modifica il peso degli eventi precedenti.
Jun Mochizuki tra manga, anime e palcoscenico
Jun Mochizuki ha lanciato Pandora Hearts nel 2006 sulla rivista Monthly G Fantasy di Square Enix, concludendo la serie nel 2015 dopo 24 volumi. Il manga ha ricevuto anche un adattamento anime di 25 episodi prodotto da Xebec e trasmesso nel 2009, contribuendo a consolidare la popolarità internazionale dell’opera. La sua miscela di riferimenti fiabeschi, atmosfere vittoriane e tensione psicologica ha reso il titolo uno dei lavori più riconoscibili dell’autrice, prima del successivo successo di The Case Study of Vanitas.
La nuova produzione teatrale conferma anche la vitalità dei musical tratti da manga e anime, un filone ormai stabilmente presente nel panorama giapponese. Go Nagai World aveva già seguito esempi importanti di questa tendenza, come il musical dedicato a Ken il guerriero, segno di un mercato capace di trasformare opere molto diverse in esperienze sceniche pensate per un pubblico di appassionati. Nel caso di Pandora Hearts, il formato musicale può valorizzare la dimensione melodrammatica dell’opera, fatta di duelli interiori, legami ambigui e un senso costante di fatalità.
Il ritorno di Akira Yamazaki, Ako Takahashi, Harumi Fuuki e Kazan Yokoyama garantisce continuità con il primo spettacolo, mentre il sottotitolo del nuovo allestimento lascia intuire un ulteriore approfondimento dei nodi narrativi più oscuri. Per i lettori di Mochizuki, PandoraHearts Retrace Ⅱ -madness of lost memory- rappresenta dunque un nuovo modo di attraversare l’Abyss: non più soltanto attraverso le tavole del manga o l’animazione, ma dentro uno spazio teatrale in cui memoria, musica e destino possono assumere una forma ancora più immediata.
Fonti consultate: Anime News Network.












