Il vento attraversa le rovine con quel suono lieve che si sente solo nei luoghi dove qualcosa è già accaduto. Lana cammina piano, come se ogni passo potesse disturbare la memoria del pianeta, mentre Mui scruta l’orizzonte con la curiosità vigile di chi percepisce che l’equilibrio del mondo non è più lo stesso. È una sensazione familiare per chi ha attraversato il primo viaggio: allora tutto era cominciato con l’arrivo improvviso delle macchine, un’invasione silenziosa che aveva strappato Lana dal suo villaggio e trasformato il suo cammino in una fuga tra foreste, rovine e creature misteriose. Planet of Lana raccontava proprio questo: la scoperta di un pianeta ferito dalla tecnologia e la nascita di un legame inatteso tra una ragazza e una piccola creatura capace di cambiare il suo destino.
Planet of Lana II, sviluppato da Wishfully e pubblicato da Thunderful Publishing per PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e Xbox Series X|S, riprende quel filo narrativo con un tono più maturo e contemplativo. Lana non è più soltanto la bambina costretta a fuggire: è una protagonista cresciuta insieme al mondo che la circonda. Il gioco rimane un’avventura platform a rompicapi di impronta cinematografica, costruita attorno all’esplorazione, alla cooperazione con Mui e a un racconto che preferisce suggerire emozioni e significati attraverso immagini, silenzi e paesaggi dipinti a mano. In questa seconda tappa il pianeta sembra respirare in modo diverso, come se ogni rovina e ogni creatura custodissero frammenti di una storia che continua lentamente a emergere.
Il linguaggio silenzioso del mondo
Il racconto procede senza dialoghi tradizionali, affidando la comunicazione a gesti, suoni e a un linguaggio alieno appena accennato. Questa scelta narrativa rafforza il senso di immersione e invita il giocatore a interpretare il significato degli eventi piuttosto che riceverlo in forma esplicita. Lana non è più la figura fragile del primo viaggio: il tempo e le esperienze hanno modellato il suo carattere, rendendola più agile e consapevole.
L’esplorazione attraversa ambienti che sembrano dipinti con la pazienza di un illustratore: montagne ghiacciate, foreste rigogliose e rovine disseminate di tecnologie dimenticate. Il pianeta non è soltanto uno sfondo, bensì un organismo narrativo che suggerisce la propria storia attraverso l’architettura, le creature e i segni lasciati dal progresso. Il risultato è un universo visivo coerente, capace di evocare malinconia e meraviglia con la stessa naturalezza.
Rompicapi e cooperazione
La struttura ludica di Planet of Lana II si fonda sulla collaborazione tra Lana e Mui. Il piccolo compagno non rappresenta un semplice supporto narrativo: le sue abilità diventano progressivamente indispensabili per superare gli enigmi ambientali. Interruttori, creature ostili e dispositivi tecnologici richiedono spesso una coordinazione precisa tra i due protagonisti.
Nel corso dell’avventura Lana amplia le proprie capacità di movimento, introducendo salti sulle pareti, nuoto e interazioni più articolate con l’ambiente. Il design degli enigmi privilegia l’osservazione e il tempismo piuttosto che la logica astratta. Questa filosofia produce soluzioni eleganti, integrate con il contesto scenico e raramente artificiali.
Il ritmo dell’esperienza alterna momenti di contemplazione a sequenze più tese, in cui l’azione richiede una gestione accurata dei movimenti. Alcuni passaggi, soprattutto quelli legati alla furtività o alla precisione temporale, possono risultare meno intuitivi. In tali frangenti emerge una certa dipendenza dal tentativo ripetuto, elemento che spezza temporaneamente la fluidità di un impianto generalmente ben calibrato.
Un’estetica che guida l’emozione
Il comparto visivo rappresenta uno dei punti di forza più evidenti del progetto. Gli scenari dipinti a mano creano una continuità estetica che ricorda l’animazione tradizionale. Wishfully dimostra una notevole sensibilità nella gestione dei colori e delle luci, trasformando ogni panorama in una tavola illustrata in movimento.
La colonna sonora orchestrale accompagna il viaggio con discrezione. Le melodie emergono nei momenti chiave per amplificare il peso emotivo delle scene, mentre lunghi tratti di silenzio lasciano spazio ai suoni naturali del mondo. Questa scelta rafforza la dimensione contemplativa dell’esperienza e contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa.
La versione testata su PlayStation 5 offre controlli generalmente reattivi e una buona fluidità dei movimenti. Lana risponde con precisione nella maggior parte delle situazioni, anche se alcune interazioni ambientali potrebbero risultare leggermente più rifinite. Si tratta di imperfezioni marginali che non compromettono la struttura complessiva, pur ricordando che il gioco privilegia l’espressione artistica rispetto alla ricerca della perfezione tecnica.
Nel complesso, Planet of Lana II sceglie una direzione chiara: espandere con delicatezza la formula del capitolo precedente senza trasformarla radicalmente. L’avventura dura circa sei o otto ore e mantiene un ritmo volutamente pacato, orientato alla scoperta e alla riflessione più che alla sfida serrata. L’esperienza conserva un’identità definita e riconoscibile, anche se la sensazione di familiarità accompagna spesso il percorso.
Chi ha apprezzato il primo capitolo troverà in Planet of Lana II una prosecuzione coerente, capace di ampliare l’esperienza senza snaturarne lo spirito. Il viaggio di Lana e Mui si sviluppa con maggiore maturità, tra rompicapi che valorizzano la cooperazione e un mondo ancora più ricco di scenari suggestivi. È un titolo consigliato a chi predilige avventure contemplative e narrative, dove atmosfera, direzione artistica e ritmo pacato contano più della sfida pura. Un’esperienza breve ma curata, che sa lasciare una traccia emotiva duratura.
















