Una carta rarissima del Pokémon Trading Card Game è stata venduta all’asta per la cifra record di 16,492 milioni di dollari, segnando un nuovo primato assoluto nel collezionismo legato al celebre franchise. Protagonista dell’operazione è Logan Paul, personaggio noto tra sport-spettacolo e mondo digitale, che ha ceduto il suo esemplare di Pikachu Illustrator con valutazione PSA 10 tramite la casa d’aste americana Goldin.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la carta è stata acquistata dall’imprenditore A.J. Scaramucci nel corso di un evento pubblico durante il quale Paul ha simbolicamente consegnato il pezzo, incastonato in una collana tempestata di diamanti realizzata su misura. L’accessorio era stato già sfoggiato nel 2022 in occasione di WrestleMania 38, contribuendo a trasformare l’oggetto da semplice memorabilia a icona pop contemporanea.
Un pezzo rarissimo della storia Pokémon
Il Pikachu Illustrator è considerato uno dei tesori più ambiti nella storia del Pokémon Trading Card Game. Stampata in appena 39 copie come premio per un concorso di illustrazione organizzato alla fine degli anni Novanta dalla rivista giapponese CoroCoro Comic di Shōgakukan, la carta ha visto emergere nel tempo solo 41 esemplari noti. Di questi, appena 20 sono stati certificati dalla Professional Sports Authenticator negli Stati Uniti.
La vendita ha infranto il precedente record per la carta Pokémon più costosa mai battuta all’asta, come confermato dal Guinness World Records. Già nel 2021 Paul aveva stabilito un primato acquistando privatamente una versione PSA 9 per 1,275 milioni di dollari, prima di scambiarla con un collezionista di Dubai per ottenere la più ambita PSA 10, versando ulteriori 4 milioni di dollari.
THE ILLUSTRATOR HAS FOUND A NEW HOME!@loganpaul passes the torch of the PSA 10 Pikachu Illustrator to its new owner!
Final Sale Price: $16,492,000 pic.twitter.com/r1oTIVArj7
— Goldin (@GoldinCo) February 16, 2026
Le ombre sulle “quote” della carta
Accanto all’eccezionalità della cifra, la transazione ha riacceso interrogativi sulla gestione passata della carta. Nel 2022 Paul aveva infatti offerto fino al 51% di quote dell’oggetto attraverso Liquid Marketplace, piattaforma con sede in Ontario che consentiva di acquistare frazioni di oggetti da collezione. Solo il 5,4% delle quote sarebbe stato effettivamente venduto, per un totale di circa 270.000 dollari.
Nel 2024 Paul avrebbe riacquisito le quote cedute, ma la piattaforma è nel frattempo finita al centro di una controversia con la Ontario Securities Commission, che contesta la presunta distribuzione di titoli non registrati. L’imprenditore non risulta al momento tra gli imputati del procedimento, ma la vicenda ha alimentato speculazioni e critiche sui social subito dopo l’asta.
Il caso dimostra come il collezionismo legato a Pokémon abbia ormai raggiunto dimensioni finanziarie e mediatiche inedite, intrecciando cultura pop, investimento speculativo e dinamiche regolamentari. Una carta nata come premio per un concorso artistico si è così trasformata in un simbolo dell’evoluzione economica del fenomeno Pokémon nel XXI secolo.
Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.





